Botte e minacce di morte alla compagna "in diretta", salvata dalla polizia
Le telecamere e i microfoni installati dalla Squadra Mobile di Rimini hanno cristallizzato in diretta una notte di terrore all'interno di un appartamento di Marebello. Era l'alba di domenica quando un 34enne di origini peruviane è stato arrestato in flagranza con l'accusa di maltrattamenti e lesioni aggravate ai danni della compagna. L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, era già stata avviata all'inizio di giugno dopo la segnalazione di un'amica della vittima. Proprio grazie alle intercettazioni ambientali, audio e video, gli agenti hanno assistito in tempo reale all'aggressione iniziata intorno alle 5 del mattino, quando l'uomo, rientrato dal lavoro, ha scatenato la sua furia per futili motivi di gelosia.
Prima ha colpito ripetutamente la donna con violenti schiaffi, poi l'ha minacciata di morte con un cacciavite e infine l'ha avvertita che l'avrebbe sfigurata per renderla irriconoscibile se avesse parlato con la polizia. Nonostante le suppliche della vittima, le violenze sono proseguite fino ad un tentativo di soffocamento, interrotto solo dall'arrivo provvidenziale degli agenti che hanno fatto irruzione nell'abitazione.
Al momento dell'intervento, l'aggressore ha finto di dormire, ma i segni sul volto della compagna e le tracce di sangue sulle lenzuola hanno confermato il feroce pestaggio. La donna, trasportata in ospedale, ha riportato ferite e traumi giudicati guaribili in 20 giorni. In passato si era sempre rifiutata di denunciarlo. Anche durante le fasi dell'aggressione gli giurava che non l'avrebbe mai lasciato: "Smetti di picchiarmi, non voglio che vai in galera", gli ripeteva la donna. Il compagno, difeso dall'avvocata Sonia Giulianelli, ora si trova nel carcere dei Casetti a disposizione dell'autorità giudiziaria.










