Le criticità del carcere di Rimini: pochi agenti e crescono i casi psichiatrici
Nell’ultimo giorno del 2022 il partito Radicale, nell’ambito dell’iniziativa Natale in Carcere, ha fatto visita alla Casa Circondariale di Rimini. La delegazione era composta da Ivan Innocenti del Consiglio Generale del Partito, Da Sonia Raimondi e Annalisa Calvano della Commissione Carcere della Camera penale di Rimini e la partecipazione dei Consiglieri Comunali Serena Soldati e Giuliano Zamagni.
Nel resoconto emergono alcune criticità gravi. L’aspetto della salute, rimarcato per altre questioni anche dalle visite semestrali dell’AUSL, vede un rilevante aumento dei casi psichiatrici: quattro mesi fa si registravano 25 persone detenute in sofferenza psichiatrica, oggi sono 45. Ad agosto un detenuto si è tolto la vita.
L’area educativa vede in ruolo 1 educatore invece dei 5 previsti. Negli ultimi 2 mesi è stato affiancato da 4 figure professionali, 3 psicologi e 1 criminologo. “Questo cambiamento – spiega la delegazione auspicando che diventi definitivo – è un indispensabile mezzo di supporto all’attività del personale penitenziario ed ha alleggerito la situazione di afflizione e disagio in carcere. Rimane la criticità che solo l’educatore di ruolo può inviare le relazioni al Magistrato di sorveglianza e la sua assenza blocca l’ufficio“.
L’area sanitaria ha necessità di uno psichiatra a tempo pieno, ora presente alcune ore al mese. “Attualmente – spiega la delegazione – il presidio sanitario ha ridotto la sua presenza a 12 ore al giorno. Questo causa un aggravio di impegno del personale di polizia nelle ore notturne costretto a continua traduzione all’ospedale con relativi costi. Su questo aspetto si dovrebbe fare una valutazione dei costi complessivi, ora invece divisi tra Regione Emilia Romagna e Stato“.
Alla voce sovraffollamento, viene spiegato come il dipartimento Penitenziario continui a utilizzare il dato della capienza tollerabile per misurarlo invece del dato della capienza regolamentare. La capienza regolamentare riminese è indicata in 118 persone, quella tollerabile invece è di 165. (per tollerabile si intende quella capienza oltre la quale la corte di giustizia europea dei diritti dell’uomo condanna per violazione dell’articolo 3 in tema di “trattamenti inumani e degradanti”).
Altra criticità riguarda l’organico: il carcere riminese dovrebbe contare su 150 agenti di Polizia penitenziaria ma ne sono assegnati 118. Gli effettivi che svolgono attività di sorveglianza sono poi solo 74, 8 per il nucleo di traduzioni, 12 assenti per malattia per periodi medi e lunghi. “Questa situazione necessita di una inversione e si dimostra afflittiva sia per il personale di polizia sia per tutta la comunità penitenziaria” afferma la delegazione radicale.
I detenuti presenti nel penitenziario sono 133, 77 con condanna definitiva, 56 in attesa di giudizio di cui 47 imputati. 69 sono tossicodipendenti, 73 sono stranieri. “Questi dati – spiegano i radicali – sommati al disagio psichiatrico mostrano come siano in prevalenza casi sanitari e di disagio sociale e ci si dovrebbe porre domande sull’opportunità e utilità del carcere per queste persone.”
Scarse le risorse per i lavoranti a dipendenza del carcere, situazione comune a tutti i penitenziari. “Ciò rende difficile la pianificazione e per aumentare i beneficiari delle risorse si dividono le ore di lavoro tra più persone“. Sono 36 le persone che lavorano all’interno del carcere. Un detenuto lavora per cooperative esterne, 9 detenuti semiliberi lavorano all’esterno.
La delegazione, nel suo resoconto, evidenzia poi come per organizzazione interna, dovuta alla scarsità di personale, una sezione, la 4, nel periodo festivo risulta chiusa. Le altre risultano sovraffollate, in particolare la sezione 2 che ospita 28 persone invece delle 14 regolamentari. La sezione 1 è stata chiusa per manutenzioni di emergenza che hanno interessato una doccia. “Nonostante questo intervento la sezione ora riaperta è inospitale alla detenzione e la sua chiusura dovrebbe essere già stata disposta da tempo” spiega la nota.
Nel carcere riminese sono in programma diversi interventi che risultano già finanziati. Riguardano l’ala della sezione 1 e la ex sezione 6, chiusa da tempo. Per la sezione 6 sono già disponibili 200mila euro. Sono locali attigui all’area trattamentale. Il progetto è ampliarli per avere delle superfici utilizzabili per le attività lavorative nell’ambito della legge Smuraglia che incentiva con sgravi e fondi le imprese che trasferiscono lavoro all’interno del carcere. Sarà necessaria poi una campagna informativa rivolta a imprese e categorie economiche. Per la sezione 1, è stato stanziato finalmente un milione di euro. L’iter è in progressione e a breve si dovrebbe procedere con chiusura definitiva per ristrutturazione. “È opportuno – continua la delegazione del Partito Radicale – che la nostra comunità e per tramite i propri rappresentanti istituzionali e i parlamentari della circoscrizione seguano l’iter e lo accelerino quanto più possibile per terminare questa grave violazione dei diritti umani e costituzionali della detenzione in prima sezione“.
Novità positive arrivano dalla Magistratura di Sorveglianza: Rimini ha assegnato infatti un suo magistrato. Attualmente copre alcune funzioni vacanti in altri istituti della regione, ma è previsto che in futuro si occupi solo di Rimini che attualmente è gravato da un grande ritardo nella valutazione dei fascicoli.
Dal 2012 ai Casetti manca un Direttore assegnato in modo definitivo ed esclusivo e “questo – spiegano i radicali – ha effetti molto negativi sul funzionamento interno. Il direttore attuale che si occupa di Castelfranco Emilia risulta avere contribuito in modo positivo all’andamento dell’istituto. È comunque necessario superare questa difficoltosa lunga fase di transizione“.
“Le questioni della ristrutturazione, del Magistrato di Sorveglianza, dell’assenza di un Direttore assegnato e della carenza di personale – si legge nel resoconto post visita – sono temi di responsabilità nazionale. Su questi temi sarebbe opportuno interessare i Parlamentari della circoscrizione. Le questioni sanitarie e delle sue risorse sono di responsabilità della sanità Regionale e si dovrebbero interessare i Consiglieri Regionali. L’Amministrazione Comunale oltre a sollecitare i Parlamentari e i Consiglieri regionali della circoscrizione può agire sui seguenti punti:
-Coprire la vacanza del Garante Comunale delle persone private della libertà;
-Rinnovare la convenzione per l’esecuzione delle pene alternative;
-Promuovere e chiedere la costituzione dell’istituto Consiglio di Aiuto Sociale.“












