LE PAROLE DEL SINDACO
21 settembre, le cerimonie per l'82° anniversario della liberazione di Rimini
In foto: Il sindaco Sadegholvaad alle celebrazioni
di Redazione
Si è svolta questa mattina la cerimonia con cui Rimini ha celebrato l'82° anniversario della Liberazione, con la deposizione di una corona d'alloro al monumento ai Caduti del cimitero di guerra del Commonwealth e poi al monumento di Monte Cieco. Una ricorrenza che quest'anno si intreccia con un'altra data simbolica: gli ottant'anni dalle elezioni del primo consiglio comunale del dopoguerra, quando le riminesi votarono per la prima volta e due di loro entrarono in consiglio.
Era un giovedì di pioggia e di vento, il 21 settembre 1944, quando nelle prime ore del mattino i soldati greci della III Brigata di Montagna entrarono per primi a Rimini. Nella notte tra il 19 e il 20 i canadesi si erano aperti un varco a San Fortunato, sul colle di Covignano, ma il maltempo rese più faticosa l'avanzata, portata a termine solo in serata, mentre i tedeschi si ritiravano oltre il Marecchia in piena. Alle 19.15, sul palazzo Garampi sventrato dalle bombe, salirono la bandiera greca e quella canadese. Finiva così un calvario cominciato il primo novembre 1943, quando i bombardamenti, iniziati quel giorno, avevano cancellato oltre l'80% del patrimonio edilizio e infrastrutturale e svuotato la città dei suoi abitanti.
Il primo appuntamento di questa mattina è stato alle 11 nel cimitero di guerra del Commonwealth, lungo la superstrada per San Marino, dove è stata deposta una corona in ricordo dei caduti della Seconda guerra mondiale. Mezz'ora dopo, alle 11.30, la cerimonia è proseguita con un secondo omaggio floreale a Monte Cieco, in via Santa Cristina, altro luogo simbolo della Resistenza riminese. Ai due momenti ha partecipato il sindaco Jamil Sadegholvaad, insieme ad altri rappresentanti delle istituzioni e a esponenti delle forze armate. Presente anche il colonnello Rohan Falnikar, in rappresentanza dell'Ambasciata indiana a Roma, a testimonianza del legame con il ricordo dei caduti della 4ª Divisione Indiana e dei soldati Gurkha, che nel settembre del 1944 combatterono duramente lungo la Linea Gotica. Lo storico Daniele Cesaretti ha illustrato ai presenti le vicende di quei giorni.
Dalla Liberazione la città avviò una lunga ricostruzione, materiale e civile. Il primo passo democratico fu il voto del 6 ottobre 1946, in un Paese ancora attraversato da forti tensioni sociali, con liste elettorali incomplete e casse comunali gravate da un debito economico enorme, lasciato dalle amministrazioni fasciste. Furono anche le prime elezioni a cui presero parte le donne, elette per la prima volta nei consigli comunali.
“È in una giornata come questa che vale ancora più la pena ricordare gli effetti della Liberazione di Rimini e dell'Italia, la fine della guerra e l'inizio della democrazia nel nostro Paese - ha commentato il sindaco Jamil Sadegholvaad -. A Rimini questo inizio accadde esattamente 80 anni fa. Sei ottobre 1946, prime elezioni del consiglio comunale nel dopoguerra: 43.491 elettori iscritti, 32.129 votanti, 40 consiglieri eletti. Per la prima volta le donne riminesi votarono per scegliere il governo cittadino e, per la prima volta, due donne entrarono in consiglio comunale. Entrambe appartenevano alla Democrazia Cristiana: Elisa Pasquinelli e Maria Mayr Marvelli, madre del Beato Alberto Marvelli che alla vigilia delle elezioni, la sera del 5 ottobre 1946, proprio mentre si recava in bicicletta a un comizio elettorale a ridosso delle votazioni, fu investito da un camion militare alleato e morì a soli 28 anni. Nonostante la morte improvvisa prima del voto, i cittadini lo votarono in massa e risultò comunque eletto. Due figure che vale la pena ricordare proprio oggi, giornata della Liberazione di Rimini e dell'inizio del processo democratico nel nostro Paese. La Rimini rinata dopo la distruzione rinasce da storie straordinarie come queste”.
Il calendario della giornata prosegue nel pomeriggio, alle 17, alla Cineteca comunale di via Gambalunga 27, con la presentazione del podcast "Incroci di storie - Le strade della democrazia", scritto e narrato da Alberto Gagliardo. Il progetto, curato dall'Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Età contemporanea, dal Comune e dalla Biblioteca Gambalunga, racconta la vita di chi partecipò alle lotte di liberazione e alla nascita della democrazia attraverso i nomi di strade, piazze e scuole della città. Dopo i saluti del presidente della Fondazione Carim Paolo Pasini, dell'assessora alla Pace Francesca Mattei e dell'assessore alla Toponomastica Francesco Bragagni, è previsto l'ascolto guidato di alcuni estratti.
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