La potenza della poesia. La nostra fanatica di libri ispirata da Szymborska
Ci sono libri che letti in alcune stagioni dell'anno, o della vita, sembrano parlare di più al nostro cuore e alla nostra anima. E' il caso del nuovo titolo scelto dalla nostra fanatica di libri. Marina Andruccioli*, questa volta, ci porta a confrontarci con la parola potente della poesia di Wislawa Szymborska e del suo "La gioia di scrivere".
la copertina
La primavera porta con sé molte cose belle e, a mio avviso, le più affascinanti sono la luce che non ha eguali in nessun altro momento dell'anno, lo stare all'aperto circondati dalla Natura che si sveglia, il bello che si rivela ovunque si posa lo sguardo, l'energia che si sprigiona della vegetazione che torna prepotentemente alla vita. Ma questa stagione porta con sé anche le inevitabili "pulizie di primavera" e anche io mi sono sottoposta come ogni anno a questo rito delle pulizie di casa, le quali stavolta mi hanno sorpreso con una scoperta davvero inaspettata: spostando alcuni libri su uno scaffale ho trovato un quadernino che mi era stato regalato dalla mia mamma quando ero una bambina e aprendolo mi son ritrovata a leggere alcune poesie che avevo scritto.
Ora del chissà-se-resterà-qualcosa-di-noi. Ora vuota. Sorda, vana. Fondo di ogni altra ora. Nessuno sta bene alle quattro del mattino. Se le formiche stanno bene alle quattro del mattino – le nostre congratulazioni. E che arrivino le cinque, se dobbiamo vivere ancora. No, questa poesia non è mia, si intitola Le quattro del mattino ed è stata scritta da Wislawa Szymborska, una delle poetesse che tengo vicino al cuore insieme alla Merini e a Mariangela Gualtieri. Le poesie per me sono una risorsa emotiva, è il sorso di acqua fresca che tanto bramiamo in una giornata torrida e scorre in gola e rigenera, è esattamente come annusare un fiore per inspirare un po' di quella bellezza e farla nostra. Nelle frasi della Szymborska trovo il bello del mondo che non vedo, quello che per mia natura mi sfugge, proprio come ai daltonici per loro natura sfugge un colore. Ed è per questo che trovo la poesia preziosa per il mio vivere. Il Cielo: Da qui si doveva cominciare: il cielo. Finestra senza davanzale, Telaio, vetri. Un'apertura e nulla più, ma spalancata.
Non a tutti piace leggere poesie, ma tutti dovrebbero farlo, a tutti farebbe bene. Ad alcuni piace la poesia: Piace - ma cos'è mai la poesia? Più di una risposta incerta è già stata data in proposito. Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo come all'àncora di un corrimano. E trovo così esatta questa spiegazione.
Mi trovo spesso ad aggrapparmi a questa àncora del corrimano fatta di parole, come mi appoggio con entrambe le mani al bello che la Natura offre ai nostri occhi in questi giorni, ed alla ciclica lezione delle piante che a dispetto del lungo inverno tornano a celebrare la vita con fiori dai colori cangianti e foglie appena abbozzate sui rami spogli che invitano alla speranza. La poesia serve, si, ci serve, ci è necessaria .E come ci racconta questa meravigliosa donna, di ogni piccola cosa quotidiana che ci accade puoi farne poesia. E lei è maestra in questo
Marina Andruccioli
*Marina Andruccioli risiede in provincia di Rimini dove, da Agraria, si è occupata del verde pubblico, ora è impiegata. Affascinata dall’animo umano quanto dalla Natura e dall’ambiente che ci circonda, esamina questi due ambiti come se fossero uno solo: nel suo modo di pensare interno ed esterno stessa cosa sono. Continua quindi ad approfondire queste due passioni: la Natura ed il mondo esterno e la natura umana ed il mondo interno. Fanatica di libri sin da piccola è anche fotografa appassionata.
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E come ci racconta questa meravigliosa donna, di ogni piccola cosa quotidiana che ci accade puoi farne
poesia.
E lei è maestra in questo.











