Sempre più "anziani" sul lavoro e coinvolti in incidenti: chi li tutela?
L’EDITORIALE DELLA DOMENICA
di Carlo Alberto Pari
Il 28 aprile è stata la giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro, nella nostra provincia di Rimini, in tale data, un operaio di 61 anni è stato colpito da un grosso blocco di cemento. La domanda: sono tutelati gli “over 60” in questo Paese?
La premessa. Verosimilmente, continuiamo a vivere al di sopra delle nostre possibilità, i debiti continuano ad aumentare in modo esagerato, le spese dello
Stato non si tagliano, presumibilmente, per non rischiare di perdere consensi. Di converso, servono soldi, tanti soldi: la sanità, la sicurezza, i salari bassi e troppo
tassati, l’economia che non cresce, la denatalità, la difesa …., mi fermo, non bastano le righe a disposizione per l’articolo ! Inoltre, in troppi indicano problemi e chiedono risorse, senza però indicare dove reperire i fondi necessari, così è molto facile. Tutto questo, porta alla perenne e disperata ricerca di denaro, da trovare senza tagliare le spese non necessarie, senza adeguare la progressività fiscale, senza imposte di successione in linea con altri Paesi d’Europa. Tutto questo, accade da molti anni, con diverse alternanze, Tecnici compresi, anzi, a volte sono stati protagonisti nell’aumento dell’età pensionabile. Non si poteva fare altrimenti,
sentenziavano alcuni durante l’esplosione dello “spread”, che strano, forse con una tassa di successione sui patrimoni significativi, come accade in tanti Paesi d’Europa, si poteva attenuare o annullare l’aumento dell’età pensionabile? Inoltre, da anni si taglia costantemente la perequazione su alcune rendite, quelle un poco più elevate, che sono tali, non per regalie, ma frutto di decenni di elevati contributi, peraltro, in tanti casi, difficilmente recuperabili dal pensionato, per decesso prematuro, ma anche perché, se ipoteticamente fossero stati adeguatamente capitalizzati ed accumulati, si sarebbe formato un capitale molto significativo, ma il sistema a ripartizione, certamente non lo prevede! Comunque, la politica dovrebbe essere interessata a queste fasce di età, visto che oltre il 25% della popolazione italiana è ”over” 65. Eppure, alcuni studi, indicano che nell’ultimo decennio la quota di lavoratori ultrasessantenni è raddoppiata! Anzi peggio, dal 2015 al 2024 (ultimi rilievi disponibili) : tra i 60 ed i 64 anni più 141% - oltre i 65 anni + 231% . Di fatto, costretti a rimanere al lavoro dalle modifiche dei tempi necessari per maturare la pensione, ma anche dalla scarsità delle stesse. Ecco allora l’usuale osservazione: l’aspettativa di vita è aumentata. Certo, peccato che però è diminuita l’aspettativa di vita in buona salute. Il risultato è questo: la categoria dei lavoratori che ha superato i 60 anni, è fortemente sovra rappresentata nelle statistiche riguardanti gli infortuni gravi e mortali.
Del resto, colpire gli anziani appare facile come mirare sulla Croce Rossa in ambiti di guerra, non hanno possibilità di difendersi e non sembra ci siano ripari. Ecco allora l’aumento dell’età pensionabile ed il blocco parziale o totale della perequazione, che di fatto, nel tempo erode esponenzialmente il già misero valore delle pensioni. Il tutto, condito con una sanità sempre meno universale ed anche questo, incide profondamente su chi ha maggiori probabilità di averne bisogno, tra questi, gli anziani, per ovvie ragioni anagrafiche. Ecco allora, che la conclusione non può che riportare alla domanda iniziale: CHI TUTELA (E COME) GLI “OVER 60” NEL NOSTRO PAESE?











