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La Fondazione Fellini presenta a Roma il Libro dei Sogni del Maestro

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Gio 22 Giu 2006 16:47 ~ ultimo agg. 11 Mag 17:35
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La raccolta, che il regista riminese definiva “segnacci, appunti affrettati e sgrammaticati”, è stata presentata oggi a Roma nella sala di Cinecittà dedicata proprio a Fellini.

La prima domanda che il maestro rivolgeva ogni mattina ad amici e collaboratori era: “raccontami il sogno che hai fatto stanotte”. Lo scenografo Dante Ferretti, non ricordando nulla, doveva ogni volta inventare qualcosa. L’anedotto testimonia l’interesse di Fellini per il mondo onirico. Il libro dei sogni svela i risvolti più profondi dell’universo felliniano a cui il regista attingeva per i suoi film. Grazie al finanziamento della Regione Emilia Romagna, e dopo lunghe procedure, la Fondazione Fellini è riuscita ad acquisire il libro, che era conservato nel caveau di una banca romana. A raccontare storia ed importanza del libro Vittorio Boarini, direttore della Fondazione Fellini, Pupi Avati, presidente, Carlo Fuscagni, oggi presidente di Cinecittà, ma a suo tempo coproduttore per la Rai degli ultimi film del Maestro. Fellini – ha ricordato Boarini – incontra lo psicanalista junghiano Bernhard nel 1960. Tra i due si svolge una lunga serie di incontri psicanalitici. Sarà proprio Bernhard a suggerire all’amico di trascrivere anche sottoforma di disegni i suoi sogni. Da quel momento e con una certa regolarità fino al 1982, per Fellini diventa un esercizio costante: il libro dei sogni si riempie di una serie inesauribile di immagini oniriche, che l’autore realizza con attenzione all’estetica e che utilizza come spunti per i film. Le immagini (circa quattrocento) che il regista ha lasciato ai posteri in questo “diario onirico” illustrato, sono una testimonianza fondamentale per gli studiosi di tutto il mondo e – quando verranno pubblicati – un insieme di grande interesse per tutti. Raggiungere questo risultato non è stato facile, poiché la proprietà era frazionata fra due eredi della famiglia Fellini e quattro della famiglia di Giulietta Masina. In un primo tempo la Fondazione aveva ricevuto in dono le parti dei Fellini. Poi si é convinto i Masina a vendere alla Regione, che ha girato l’acquisto alla Fondazione. Ma la cosa più complicata – ha raccontato Boarini – è stato riunire tutti insieme gli eredi delle due famiglie (in qualche caso gli eredi degli eredi) – come prescriveva il testamento – per aprire la cassaforte. Ben conservato, al buio e senza oltraggi di polvere e umidità, il “Libro dei sogni” è emerso suddiviso in due volumi. Si tratta di fogli da disegno Fabriano di due diverse dimensioni, la cui rilegatura è stata predisposta da Fellini stesso prima dell’ esecuzione dei disegni. L’idea della realizzazione di un “diario onirico” fu dunque meditato a priori. Le immagini sono spesso accompagnate da commenti e riflessioni scritte. Il primo volume, di 244 pagine, è costituito da fogli di dimensioni 35×25 cm. La data che compare per prima è il 30 novembre 1960 poi i sogni proseguono, quasi sempre, in ordine cronologico. Il secondo volume, di cui solo le prime 152 pagine (i due terzi) sono state usate, è di dimensioni maggiori rispetto al primo (48x34cm). La maggior ampiezza dei fogli permette elaborazioni grafiche più raffinate e spiega la presenza di più sogni per ogni pagina. In questo volume sono riportati, con una certa frequenza, almeno fino alla fine del 1982, i sogni realizzati a partire dall’estate 1974. Dopo l’82 i sogni diradano: ce ne sono due del 1983 e un solo bozzetto a matita del 1985. Dopo una pagina solo abbozzata con un riferimento alla pubblicità per la Campari, che Fellini gira in quel periodo, c’é una pagina scritta a grandi lettere con un pennarello verde: “1986 – E’ il primo giorno del nuovo anno” in cui sono riportati i risultati di una consultazione dell’ “I King”. Il libro si conclude con due sogni (testo e disegno) datati 1990. (ANSA)

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