Investita dopo la lite di gelosia, 60enne riminese risarcita di 600mila euro
Prima un litigio per gelosia a causa di un uomo davanti alla sala Bingo, poi l'investimento in auto e la successiva fuga. E' durata anni la battaglia legale che ha visto la donna investita, una riminese di 60 anni, rimasta in fin di vita per mesi, essere risarcita di 600mila euro a causa dei danni permanenti riportati. La vicenda risale alla notte del 4 aprile 2019, quando all'uscita dal Bingo di Rimini, in via Flaminia, la 60enne ha un'animata discussione con una 30enne. Quest'ultima è la compagna di un ragazzo straniero a cui la 60enne avrebbe fatto la corte. Questo almeno sostiene la più giovane, che, accecata dalla gelosia, sale in macchina e dopo poco, nel tentativo di spaventare la presunta rivale, che stava rientrando a casa a piedi, la investe per poi fuggire.
La 60enne, trasportata d’urgenza all’ospedale di Infermi di Rimini, verrà sottoposta ad un lungo e complesso intervento chirurgico per ridurre le numerose fratture a gambe, braccia e volto. Sopravviverà, riportando però danni permanenti. Le successive indagini dei carabinieri accertano che alla guida dell'auto c’era proprio la donna con cui aveva litigato fuori dal Bingo. Due i reati che le vengono contestati: tentato omicidio e lesioni gravi, con l’aggravante dei futili motivi. Il procedimento penale si chiude nel 2021 con un patteggiamento davanti al gup di Rimini. La 30enne, infatti, ha sempre sostenuto di non aver voluto investire la vittima: la sua intenzione era quella di spaventarla passandole vicino senza urtarla. Invece, sbagliando le misure, la centrò.
Per la compagnia assicurativa dell'investitrice quel tipo di incidente doveva considerarsi doloso, quindi al di fuori della copertura della polizza. Da qui l'inizio di un contenzioso, questa volta in sede civile, terminato nei giorni scorsi davanti al tribunale civile di Rimini con sentenza della giudice Chiara Zito, che ha accolta la tesi della persona offesa, assistita dall’avvocato Fabrizio Pullè. Infatti la 30enne al volante e la sua compagnia assicurativa sono state condannate in solido al pagamento di 575mila euro per il risarcimento dei danni, ai quali vanno ad aggiungersi altri 30mila euro per le spese legali. Nella sentenza la giudice ha chiarito in maniera netta che l’interpretazione data dall'assicurazione, secondo cui il carattere doloso della condotta dell'assicurato escluderebbe la garanzia, contrasta apertamente con la disciplina nazionale ed europea in materia di Rca, orientata invece a garantire la piena tutela risarcitoria alle vittime di incidente stradale. Ecco perché la 60enne ora dovrà essere risarcita.












