Intransigenza ‘a senso unico’. Comitato teleriscaldamento minaccia querela
Dopo una prima raccolta bocciata per mancanza di riferimenti ai documenti di identità, il Comitato ne promosse un’altra raccogliendo centinaia di fotocopie dei documenti in questione.
Le oltre trecento fotocopie sono state consegnate a un funzionario del Comune che, spiega a nome del Comitato Davide Cardone, “ha assicurato che sarebbe stato prodotto al più presto un documento in cui si assumeva la responsabilità della custodia dei documenti, ma ad oggi questo documento non esiste”.
“Chiediamo come faccia l’intransigenza dimostrata nei nostri confronti (la fotocopia firmata non si era mai sentita) a trasformarsi in una simile superficialità quando si tratta di restituire delle semplici garanzie”.
chiediamo la restituzione immediata dei nostri documenti o faremo partire una denuncia per indebita appropriazione e violazione della privacy”
Il Comitato fa appello ai consiglieri comunali, ne servono almeno sette, perché facciano richiesta di una seduta del Consiglio dedicata al tema. E intanto li invita a interrogare sulel istanze, ricordando le principali. Tra queste:
“Se il Teleriscaldamento è un Servizio Pubblico, come si dichiara anche su riminiambiente.it, perché l’aumento delle tariffe non viene discusso in consiglio? Essendo il Comune di Rimini Socio al 50.50% di SGR nella proprietà di Servizi Città, come si garantisce l’elemento di neutralità al tavolo tecnico?
Perché ad oggi è stato pubblicato un solo verbale dei tavoli tecnici, tra l’altro redatto in maniera sbagliata?
Il Comune in un recente consiglio Comunale ha ammesso pubblicamente che più di un milione di euro devono essere restituiti ai teleriscaldati per un errato conteggio iniziale delle spese. In che tempi e con quali modalità verranno restituite? E in che modo verranno redestribuiti, come da regolamento, i finanziamenti pubblici alcuni dei quali già incassati da SGR?”
(nella foto, uno degli inviti del Comitato alla raccolta firme)












