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Intercity cancellato. Mirra: conferma la scarsa considerazione di Trenitalia

di Redazione   
Tempo di lettura 6 min
Mar 13 Set 2011 10:03 ~ ultimo agg. 14 Mag 14:45
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La decisione, contro la quale si sono mossi anche alcuni consiglieri regionali, è stata presa senza alcuna concertazione e, si legge in una nota, neppure le amministrazioni locali ne sono state informate. Al posto del treno cancellato (che figura ancora sugli orari affissi in stazione e validi fino al 10 dicembre) compare un Euro Star che parte da Rimini alle 6 (in concomitanza con una Regionale Veloce) che non fa però fermate intermedie prima di Bologna.
“Un’azione – commenta l’assessore provinciale alla mobilità Vincenzo Mirra alla trasmissione di Icaro Tv Tempo Reale – che conferma la scarsa considerazione delle Ferrovie per il nostro territorio”. Questi tagli, ricorda Mirra, sono stati giustificati da Trenitalia in una lettera di circa un mese fa facendo riferimento alla scarsa economicità della tratta. “Le Ferrovie – attacca però l’assessore – sono un servizio pubblico e non possono permettersi di prendere decisioni solo guardando alla loro redditività”. Mirra, che a breve contatterà anche gli esponenti del comitato Rombo, sta preparando un viaggio a Roma con un camion di sabbia da scaricare davanti alla sede delle Ferrovie dello Stato. Iniziativa annunciata dopo la querelle al Meeting con l’amministratore delegato, Moretti. “Da allora non abbiamo avuto più contatti, ci hanno chiuso la porta in faccia”, conclude Mirra.

La nota stampa dell’assessore Mirra

“Proprio la coda dell’estate ci regala un’altra amara sorpresa sul fronte treni e dintorni: la soppressione dell’InterCity 608 sostituito da un Es City, quindi più caro, che parte alle ore 6 ma non ferma a Cesena e Forlì, con conseguente, evidente disagio di centinaia di lavoratori pendolari residenti nella provincia di Rimini. E visto che questo è il tempo di bilanci e numeri, credo opportuno mettere in fila qualche dato di un’estate particolarmente tormentata sul fronte dei rapporti tra territori e aziende ferroviaria. Da giugno ad oggi stati soppressi l’Eurostar (Pendolino) Roma Ravenna (e tragitto inverso) che nell’estate 2010 transitava tutti i giorni e fino al 2009 operava lungo l’intero arco dell’anno. Stessa sorte per l’Eurostar City (Frecciabianca) di fine settimana Milano Ancona via Ravenna. A Cattolica tutta l’estate hanno fermato solo gli ES City 9813 (da Milano) e 9824 (per Milano), contro i numerosi treni che fermavano fino al 2008. Adesso è toccato all’InterCity 608. Tutto ciò ha provocato disagi, specie nei wek end, le cui modalità continuano a sollevare vibranti proteste da parte di pendolari e turisti.

Al di là di tutto, e comunque tenendo conto dei problemi concreti cui versa Ferrovie dello Stato come gran parte delle aziende nazionali, il vero tema è l’assoluta mancanza di un confronto. I territori, le istituzioni sono costrette ad assistere passive e a subire scelte che potrebbero anche essere meglio governate se ci fosse un tavolo almeno di livello regionale. Cosa peraltro non nuova perché esso sussisteva fino a qualche anno fa. E non a caso, allora, le cose andavano meglio. Questo quindi vuole essere l’ennesimo appello a Ferrovie dello Stato per attuare un confronto in modo da evitare che anche le prossime estati vengono archiviate come questa, con un bel segno meno nel rapporto tra azienda e utenza”.

La nota del comitato Rom.Bo

Continua l’opera di smantellamento da parte di Trenitalia del trasporto pubblico nella nostra Regione e in particolare in Romagna. I tagli interessano soprattutto fasce della popolazione come studenti e lavoratori pendolari.

L’ultima notizia, che non è mai stata comunicata ufficialmente nemmeno alle Amministrazioni locali (è possibile che per questo Trenitalia non sia sanzionabile?) è la soppressione dal 13 settembre dell’IC 608, che ancora compare nei tabelloni “Orario Ufficiale fino al 10 dicembre 2011” affissi nelle stazioni, che parte da Rimini alle 6.13 e arriva a Bologna alle 7.38, diretto a Milano, con fermate intermedie a Cesena, Forlì e Faenza. Al suo posto compare un EScity 9802 che parte da Rimini alle 6.00 (in concomitanza con un altro treno, il regionale veloce 2124! Miracoli di Trenitalia) e senza fermate intermedie arriva a Bologna alle 6.54.
Risultato: si costringono così i viaggiatori dell’intercity soppresso, che salgono a Cesena-Forlì e Faenza, ad utilizzare il regionale veloce 2124 che, già affollato, costringerà i viaggiatori a sostare in piedi come in tutti gli altri treni regionali del mattino, problema gravissimo che in questi anni è diventato insostenibile ma che nè Regione, nè Trenitalia riescono a risolvere.

Per non infrangere i regolamenti, Trenitalia ha subdolamente allungato il percorso dell’ESCity 9802, che fino a qualche anno fa partiva da Rimini alle 5.30 (da Cesena alle 5.50) e poi fu fatto partire direttamente da Bologna. A breve secondo indiscrezioni verrà eliminato anche il prolungamento del 9802, una volta che si vedrà che non è utilizzato: e non è difficile capire il perché.

Come comitato pendolari, già in lotta quotidiana per il rispetto del contratto di servizio tra Trenitalia e Regione per il trasporto locale, non comprendiamo come la stessa Trenitalia possa modificare l’orario, a discapito dei pendolari, senza fornire nessun preavviso o informazione e in deroga alla durata della validità dell’orario affisso nelle bacheche.
Non sembra possa essere una cosa ammissibile dal punto di vista dei diritti dei consumatori.

Abbiamo contattato Regione, Difensore civico e  associazioni dei consumatori per capire come ci si possa muovere a livello legale  e auspichiamo una reazione forte e chiara anche da parte dei Sindaci e degli Assessori delle città interessate. Nonchè un riscontro da parte della Regione Emilia-Romagna che non può tacere anche questa volta dato che questa decisione impatterà in maniera gravissima sul trasporto pendolare, aumentando il numero delle auto che raggiungeranno il capoluogo emiliano per lavoro, il tutto in contrasto con le dichiarazioni di incentivazione all’uso del trasporto pubblico.

Aumenti tariffari, mancato rispetto del contratto di servizio, ritardi e tagli ed ora con questa soppressione rifilata agli utenti senza nessun preavviso o confronto: siamo di fronte ad un ennesimo atto di grande scorrettezza ed arroganza che non è possibile tollerare.

Il nostro Comitato ribadisce che questo ennesimo atto, un vero e proprio sopruso, ci vedrà lottare in maniera ancora più forte in queste settimane e con iniziative mirate per fare rispettare i diritti di lavoratori e studenti che chiedono una cosa sola: di potere viaggiare in treno come in un qualsiasi paese civile.

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