Insultava la figlia e picchiava la madre: a processo compagno violento
Una spirale di violenza, insulti e vessazioni che non si è fermata nemmeno davanti a un ammonimento del questore di Modena, città in cui si sono consumati i primi maltrattamenti. La cronaca di questo rapporto segnato dalla violenza, infatti, affonda le radici nel passato. Secondo l'accusa, l'uomo, un 41enne emiliano, avrebbe sottoposto la convivente a un regime di vita "umiliante e insostenibile", spesso agendo in uno stato di alterazione dovuto all'abuso di alcol e stupefacenti.
Le condotte vessatorie si sarebbero intensificate quando la coppia si è trasferita nel Riminese. Il quadro delineato dagli inquirenti è drammatico: aggressioni fisiche, insulti quotidiani e minacce pesanti, pronunciati spesso alla presenza della figlia minore della coppia. In un episodio particolarmente grave avvenuto in pubblico, l'uomo avrebbe schiaffeggiato la compagna 42enne davanti ai colleghi di lavoro alla fine del suo turno in un ristorante. L'escalation di violenza ha raggiunto il culmine lo scorso marzo: quando la donna ha espresso la volontà di interrompere la convivenza per sfuggire ai continui soprusi, lui l'ha aggredita fisicamente colpendola con violenti calci, causandole lesioni giudicate guaribili in sette giorni.
Per il 41enne emiliano, attualmente sottoposto alla misura del divieto di dimora nella provincia di Rimini, il gip del tribunale di Rimini, Raffaele Deflorio, ha disposto su richiesto del pm Luca Bertuzzi il decreto di giudizio immediato. Il processo inizierà il prossimo 21 settembre davanti al Tribunale monocratico, dove l'imputato dovrà rispondere dei reati di maltrattamenti e lesioni aggravate.










