50 OPERATORI COINVOLTI
Progetto Patata di Romagna, a San Mauro Pascoli dal campo alla tavola
In foto: Progetto Patata di Romagna
di Redazione
Una patata del territorio per il territorio. Fresca, precoce, versatile in cucina e strettamente legata alla Riviera, non solo come areale produttivo, ma anche come mercato naturale di destinazione, dalla ristorazione locale alle attività turistiche. È questo il messaggio emerso dalla giornata in campo dedicata al Progetto Patata di Romagna, promossa da Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini presso l’Azienda Agricola Montemaggi di San Mauro Pascoli.
All’iniziativa hanno partecipato una cinquantina di operatori, tra tecnici di campo e di aziende come Pizzoli e Orogel, e produttori provenienti non solo dal territorio romagnolo ma anche da altre aree produttive, tra cui il Trentino-Alto Adige. Un segnale di attenzione verso un modello produttivo di nicchia e di alta qualità, che in Romagna trova condizioni particolari per esprimere precocità, freschezza e collegamento diretto con i consumi locali. A San Mauro Pascoli è infatti presente uno dei tre campi sperimentali di UNAPA in Emilia-Romagna. Qui vengono valutate nuove varietà e nuovi materiali con l’obiettivo di individuare patate adatte alle condizioni pedoclimatiche del territorio, capaci di rispondere alle esigenze degli agricoltori, del mercato e della ristorazione.
“L’impegno di Confagricoltura è portare avanti la Patata di Romagna come progetto per il territorio – afferma Daniele Montemaggi, produttore e presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini –. In cento giorni riusciamo a ottenere una patata fresca, una patata novella, disponibile sino alla fine agosto: un prodotto di qualità che vogliamo valorizzare attraverso identità territoriale e innovazione in campo”.
Il legame con il turismo è uno degli elementi centrali del percorso di valorizzazione. “È un prodotto che si presta bene a tante preparazioni: fritta, lessata o al forno – prosegue Montemaggi –. Cerchiamo di valorizzarla perché altrimenti rischiamo di perdere un patrimonio produttivo importante. Facciamo ricerca, collaboriamo con l’Università di Bologna, con i tecnici, con la sperimentazione di Unapa e con le imprese della filiera perché crediamo che la pataticoltura possa essere un’opportunità interessante per gli agricoltori. Il mio obiettivo è mantenere alta la Romagna anche valorizzando un prodotto della terra, umile come la patata”.
A sottolineare il valore del lavoro sperimentale è stato anche Sante Cervellati, presidente onorario di UNAPA. Per Cervellati la Romagna rappresenta un’area produttiva con caratteristiche distintive. “La Patata di Romagna ha peculiarità molto interessanti: è precoce, arriva al consumatore fresca, non passa attraverso lunghi periodi di conservazione. Sono elementi importanti sia per chi consuma sia per chi commercializza il prodotto. L’area adriatica romagnola ha una prospettiva unica nel panorama europeo, proprio per la precocità e per il rapporto diretto con il consumatore. Qui siamo vicini a un’area turistica e offrire una patata fresca, visibile e riconoscibile significa aggiungere valore anche all’esperienza culinaria che il territorio propone ai visitatori”.
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