Infortuni, malattie professionali e anche migliaia di euro di pensioni arretrate
Pensioni, infortuni, rendite e malattie professionali. Tempo di bilanci per il Patronato INCA CGIL di Rimini grazie al quale nel 2025 sono state corrisposte o restituite importanti somme a lavoratori e pensionati.
Lo scorso anno sono state 187 le nuove richieste di infortunio e 218 le nuove domande di malattia professionale, delle quali 104 accolte a tutela (quindi riconosciute dall'INAIL) con consistente rispetto alle 30 del 2024. Pari ad oltre 730mila euro l'ammontare degli indennizzi a titolo di danno biologico per gli assistiti che hanno riportato postumi permanenti (tra malattie professionali ed infortuni). L’emersione di queste malattie professionali è stata possibile grazie all’iniziativa del Patronato col supporto di sindacato, avvocati e medici legali. Oltre agli indennizzi, nel 2025 sono state anche costituite 39 nuove rendite da parte dell’INAIL (erano state 16 nel 2024). In aggiunta a queste, purtroppo, sono state riconosciute anche 3 rendite ai superstiti di lavoratori deceduti per malattie professionali, due dei quali per mesotelioma dovuto all'esposizione ad amianto.
Il 70% degli infortuni e delle malattie professionali denunciate producono conseguenze gravi che vengono indennizzate da INAIL c'è anche la possibilità di una ulteriore azione, anche per via giudiziaria, nei confronti del datore di lavoro, per ottenere ciò che l'Inail non ha riconosciuto con gli indennizzi, appunto il cosiddetto danno differenziale. Per ottenerlo è fondamentale denunciare immediatamente l’eventuale infortunio.
Gli errori sono poi sempre dietro l'angolo e anche lo scorso anno il Patronato ne ha individuati alcuni eclatanti con successivo recuperi delle somme. Una assistita di Rimini che doveva presentare la domanda di reversibilità non sapeva di aver diritto anche alla pensione legata ai propri contributi versati e così si è vista accreditare oltre 16.000 euro di arretrati. Invece una cittadina ucraina residente in Italia impossibilitata a reperire documentazione ufficiale presso il suo comune di origine a causa del conflitto si è vista ripristinare l'Assegno Sociale che era stato sospeso per mancata comunicazione dei redditi con l'erogazione di 5mila euro di arretrati. Una donna di Cattolica che aveva ricevuto diverse conferme sul mancato diritto alla pensione si è vista liquidare una pensione di vecchiaia con requisiti in deroga alla legge Amato con decorrenza dal 2020 e circa 33.000 euro di arretrati. 11mila euro di arretrati sono invece quelli accreditati ad un uomo che non sapeva di aver diritto dal 2019 alla pensione di reversibilità. Infine il Patronato è riuscito anche ad ottenere la liquidazione di una pensione anticipata con un recupero della decorrenza grazie al riscatto di periodi lavorati a part time nel passato con accredito di 33.000 euro di arretrati
Per informazioni è possibile scrivere a info@cgilrimini.it o visitare il sito Internet www.cgilrimini.it












