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Cronaca Newsrimini Rimini

Incendio Villaggio I Maggio: nessun ferito né danni ambientali

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Ven 23 Giu 2006 17:17 ~ ultimo agg. 11 Mag 17:36
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Questa mattina al risveglio i riminesi si sono trovati di fronte uno scenario insolito e preoccupante. Proveniva dall’azienda riminese “La Cart” l’enorme colonna di fumo visibile a chilometri di distanza.
L’azienda, che si trova nella zona artigianale del villaggio I Maggio su via Montescudo, si occupa di smaltimento di rifiuti urbani ed industriali, recupero e riciclo di carta, dei suoi lavorati e della plastica. Le fiamme, secondo i primi accertamenti, si sarebbero sviluppate per cause accidentali durante il trattamento di alcuni bidoni. L’allarme ai Vigili del fuoco è arrivato alle 7,53. A dare l’allarme alcuni residenti, dopo avere udito alcune esplosioni.
La concomitanza con il cambio di turno ha permesso di schierare il doppio delle forze. Rinforzi sono arrivati da Cesena, Forlì e Pesaro, oltre a un mezzo del distaccamento dell’aeroporto di Rimini. Le fiamme si sono propagate in modo impressionante, creando una colonna di fumo di decine di metri di altezza che ha reso vano ogni intervento e messo in apprensione tutta la città. Il capannone utilizzato per i trattamenti è stato completamente distrutto. Illesi tutti i dipendenti presenti nel capannone e i residenti delle abitazioni limitrofe, fatti evacuare in via precauzionale. Per fortunata non si registrano neanche danni ambientali: gli scarichi, secondo le prime ricognizioni di Protezione civile, Arpa ed Hera, sono confluiti esclusivamente nella rete del depuratore Marecchia. Da stabilire i danni, stimati comunque in diversi milioni di euro. L’area è stata chiusa al traffico dai Vigili urbani. Sul posto anche carabinieri e polizia. Ma mentre i vigili, al termine di una giornata terribile, spengono gli ultimi focolai, si accendono le polemiche. Un disastro annunciato, lamentano però i residenti della zona che da anni segnalavano la pericolosità di quello stabilimento. Anche se quella è una zona artigianale, ci hanno detto, non si doveva permettere di farlo sorgere vicino alle case.

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