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dal prossimo anno scolastico

In Regione scuole aperte dal 1 settembre con laboratori, giochi e attività.

In foto: pexels
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di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Mar 19 Mag 2026 15:54 ~ ultimo agg. 16:04
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In Emilia-Romagna prende il via, a partire dal prossimo anno scolastico, una sperimentazione educativa che cerca di andare incontro alle esigenze delle famiglie con bambini in età scolare. Dal 31 agosto al 14 settembre - quindi fino all’apertura ufficiale della scuola - le scuole primarie potranno rimanere aperte grazie a progetti realizzati dai Comuni e sostenuti dalla Regione con 3 milioni di euro. L’obiettivo di rendere la misura strutturale e diffusa su tutto il territorio regionale a partire dall'anno scolastico 2027-2028.

Saranno coinvolti, in questa prima fase di sperimentazione, i territori delle aree Atuss - le Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile -, 42 Comuni e Unioni di Comuni. Le attività si svolgeranno al mattino e offriranno agli alunni esperienze sportive, culturali ed educative, sostenendo così i genitori nella conciliazione vita-lavoro.

Una misura che si propone di ampliare le opportunità educative di qualità e, allo stesso tempo, di offrire una risposta concreta alle esigenze e ai bisogni delle famiglie emiliano-romagnole - dichiarano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale alla Scuola, Isabella Conti -. Grazie a questa prima fase di sperimentazione potremo mettere a punto nuovi servizi per i nostri alunni e alunne delle scuole primarie, con l’obiettivo di rendere strutturale l’offerta educativa a partire dal 2027, estendendola a tutti i Comuni della nostra regione che vorranno aderire”.

La sperimentazione lascerà ai Comuni coinvolti la possibilità di interpretare il progetto adattando l’offerta secondo le proprie esigenze e caratteristiche: disponibilità delle strutture scolastiche e compatibilità con altre offerte educative, valorizzando reti locali, associazioni, realtà sportive e culturali. Un modello flessibile che punta a dare risposte alle esigenze dei singoli territori per qualificare sempre di più l’offerta educativa.

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