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amarezza e tenacia

In duecento danno l'addio alla vecchia piscina comunale di Rimini

In foto: Ultimo giorno di attività per la piscina
Ultimo giorno di attività per la piscina
di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Mer 1 Apr 2026 11:58 ~ ultimo agg. 12:09
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Oltre 200 persone si sono ritrovate nel tardo pomeriggio dell’ultimo giorno di apertura della piscina comunale di Rimini che da oggi definitivamente non è più in attività. Grande amarezza per i membri del comitato nato per salvare l'impianto che fino all'ultimo avevano sperato in un salvataggio in extremis.  "Da oggi, 1° aprile e non è uno scherzo - scrivono - la piscina resterà chiusa dopo 54 anni di attività. Una chiusura che lascia increduli, ma non si spegne la speranza che sia un ‘arrivederci’. E' stato realizzato anche un lungo striscione colorato proprio con questa scritta.

Tra i presenti anche molti protagonisti del nuoto riminese. Tra questi Fabio Bernardi, che proprio nella piscina comunale ha iniziato il percorso di una brillante carriera culminata nei primi anni ’80 con la maglia della nazionale, oltre a innumerevoli titoli italiani master e due titoli mondiali master. Atleti, ex atleti, tecnici, famiglie e cittadini hanno testimoniato il legame con un impianto che per oltre mezzo secolo è stato non solo un punto di riferimento sportivo, ma anche un luogo di incontro e socialità.

 

Una giornata intensa, in un clima di amarcord, segnata da un pesante disorientamento. Su un piccolo pulpito, allestito per l'occasione. sono saliti i rappresentanti del comitato per tornare a rilanciare all’amministrazione comunale la possibilità di valutare concretamente il mantenimento della struttura. "In questa direzione è stata richiamata la disponibilità a investire da parte della Virtus Buonconvento, attuale gestore dei servizi e realtà attiva in numerosi impianti in tutta Italia".

Tra applausi e racconti si sono poi intrecciati ricordi d’infanzia, prime lezioni di nuoto, allenamenti, gare e amicizie. "Per molti, questa piscina è stata una palestra di vita, luogo di crescita personale oltre che sportiva. Tra abbracci e sguardi lucidi, la giornata si è trasformata in un intenso momento di memoria collettiva, capace di unire generazioni diverse. La chiusura segna la perdita di un simbolo cittadino, quindi un impoverimento. Da qui l’auspicio, condiviso da tutti, che si possa ancora trovare una soluzione per restituire un futuro alla struttura. In tanti hanno espresso anche l’incredulità e il disorientamento di chi ha sentito calpestata la possibilità di verificare concretamente la possibilità, peraltro ancora in piedi, di tenere aperto un simbolo cittadino così amato dagli sportivi".

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