Indietro
menu
Newsrimini Rimini Scuola

Imu e non solo: scuole paritarie in difficoltà nella crisi attuale

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Mer 30 Gen 2013 14:53 ~ ultimo agg. 24 Mag 17:52
Tempo di lettura 3 min

Aumento consistente delle rette o, nella peggiore delle ipotesi, fine attività. Sono crescenti le difficoltà per le scuole paritarie. La Costituzione stabilisce la libertà di scelta educativa, a favore, ad esempio, di una scuola cattolica. Una scelta, in teoria, a parità di condizioni e di costi per le famiglie, anche grazie ai finanziamenti pubblici, che servono a tutelare quella possibilità di scelta. Una parità che però è messa sempre più in forse. Un esempio: le iscrizioni per l’anno scolastico 2013-14 vengono fatte ora, e le scuole devono comunicare ora le tariffe alle famiglie: anche se non conoscono l’entità di quei finanziamenti, né quando arriveranno. Di conseguenza il privato spesso deve mettere mano al portafogli per restare in piedi. Una situazione difficile, che le novità in tema di Imu arrivano ad aggravare ulteriormente. Il decreto del Ministero dell’Economia ha individuato il criterio delle “attività non commerciali” per l’esenzione dal pagamento Imu. Una definizione chiarita poi dal dipartimento delle Finanze, che in pratica ha spiegato: l’Imu le scuole paritarie non la pagano solo se non chiedono nulla agli utenti o solo tariffe simboliche. Il pagamento deve essere fatto anche, ad esempio, se una parrocchia è proprietaria dell’immobile, ma la gestione della scuola è totalmente di una cooperativa. Criteri controversi, che, in attesa di chiarimenti, hanno fatto scegliere a molte scuole di non pagare a dicembre la seconda rata Imu. Lo hanno fatto ad esempio le scuole aderenti alla Fism, federazione scuole materne cattoliche di ispirazione cristiana. Spiega il presidente provinciale Laura Colonna: “ Non è che le nostre scuole si rifiutano di pagare le tasse, una cosa assolutamente giusta. Il fatto è che in un periodo critico come questo, dove diminuiscono i contributi da parte dello Stato, così come quelli dei comuni in grande difficoltà coi loro bilanci, qualunque tassa in più mette in difficoltà l’organizzazione e la gestione delle scuole. L’unico elemento dove andare ad agire, oltre a un’eventuale riorganizzazione del servizio, è andare a chiedere una retta più alta alle famiglie, che in questo periodo sono già in grande difficoltà”.

Di incremento Imu pari quasi al 50% rispetto alla vecchia Ici parlano alle scuole Karis, dove, spiega il direttore, l’intenzione è comunque di mantenere invariate le rette, per non diventare scuola di elites. Di difficoltà serie, tanto da non dare per scontata la sopravvivenza, parla la direttrice dell’istituto Maria Ausiliatrice, così come la dirigente dell’istituto Maestre Pie. Oltre alla tutela della scelta educativa, c’è il nodo dell’insufficienza dei posti nel pubblico. 37 le materne aderenti alla Fism in provincia di Rimini, 3 i nidi. Le tariffe sono in linea con quelle delle comunali. Nel momento attuale, alle criticità strutturali di cui sopra, si aggiungono i mancati o ritardati pagamenti da parte delle famiglie in difficoltà. Spiega la Colonna: “Essendo le nostre scuole molto incentrate nella relazione personale con le famiglie, si cerca di instaurare un dialogo per andare incontro a quelle che sono le vere necessità della famiglia in quel momento, determinate dalla perdita del lavoro, o una cassa integrazione. Fattori questi che intervengono molto più che negli anni passati. Molte famiglie, ad esempio, iniziano a chiedere di portare a casa il bambino a mangiare per non andare a gravare la retta anche di quel costo“.

(NewsRimini.it)

Altre notizie
Lunedì alle 19:35 su Icaro TV

"Calcio.Basket" del 9 marzo - Serata Calcio

di Icaro Sport
VIDEO