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Il senso tragico dell’Umanesimo. Una conferenza con Massimo Cacciari

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Gio 26 Gen 2012 12:03 ~ ultimo agg. 15 Mag 11:16
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Massimo Cacciari proporrà una riflessione sul senso tragico dell’Umanesimo del quale ne ha analizzato le dinamiche in testi teorici, pittorici e architettonici di Leon Battista Alberti e Piero della Francesca.
L’appuntamento fa parte del programma appartenente al II Ciclo della rassegna “I Maestri e il Tempo. Letture inedite di artisti e opere a Rimini dal Medioevo al Novecento”, a cura di Alessandro Giovanardi e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini con il patrocinio dell’Istituto per i Beni Culturali Artistici e Naturali della Regione Emilia-Romagna.

Massimo Cacciari, oltre a essere professore ordinario di Estetica all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia, ha fondato nel 2003 la Facoltà di Filosofia dell’Università “Vita-Salute San Raffaele” a Cesano Maderno (Monza), dove insegna Estetica e forme del fare, e fa parte di Istituzioni filosofiche europee, tra le quali il Collège de Philosophie di Parigi.

Tra le tematiche al centro dei suoi studi, vi sono la critica contemporanea dell’idealismo classico tedesco, la cultura viennese del primo Novecento, la cultura ebraica nella speculazione contemporanea europea. Nel suo pensiero la problematica filosofica si è intrecciata con quella teologica, secondo una rilettura dell’eredità platonica, scaturendo in una riconsiderazione dei rapporti tra la filosofia contemporanea e la tradizione metafisica classica. Speculazioni espresse in pubblicazioni quali Dell’Inizio (Adelphi, 1990, nuova ed. 2001) e “Della cosa ultima” (Adelphi, 2004).

Attento al valore filosofico insito nelle esperienze artistiche europee antiche e moderne, ha pure rivisitato criticamente in opere importanti come Icone della Legge (Adelphi, 1985, nuova edz. 2002) e L’Angelo necessario (Adelphi, 1986, nuova edz. 1992) la concezione ortodossa delle immagini sacre, in un serrato raffronto con l’opera del filosofo e teologo russo Pavel Florenskij.

Il confronto con l’arte sacra bizantina è sintetizzato nel saggio Teologia dell’Icona (Intesa-SanPaolo, 2000), mentre col libretto Tre Icone (Adelphi, 2007) affianca la riflessione sulla Trinità di Rublëv ad altre riguardanti l’arte rinascimentale, dedicate a Piero della Francesca e Jan van Eyck.

Tra le sue opere più recenti Hamletica (Adelphi, 2009)

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