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Un club molto ristretto

Il Fellini volerà giorno e notte: come il fattore H24 può trasformare lo scalo

In foto: l'aeroporto di Rimini
l'aeroporto di Rimini
di
Andrea Polazzi
   
Tempo di lettura 3 min
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Il 2026, con i suoi 620mila passeggeri stimati, si prospetta con un anno di transizione per l’aeroporto "Fellini" che si prepara a cambiare pelle, trasformandosi in uno dei pochi scali italiani in grado di operare "giorno e notte". Una mossa strategica, decisa da Enac, che dal 2027 (entro il primo semestre) proietterà Rimini in un club esclusivo: lungo la costa adriatica, solo Venezia, Bari e Brindisi condivideranno lo status di scalo H24.

Il fattore H24: perché Rimini vince su Bologna e Verona
Mentre aeroporti come Bologna, Firenze o Verona devono fare i conti con rigide limitazioni notturne dovute alla densità abitativa, il Fellini gode di un vantaggio naturale: le manovre di decollo e atterraggio avvengono in gran parte sul mare limitando l’impatto acustico. A questo si aggiunge una pista di oltre 3.000 metri (tra le più lunghe d’Italia) e la necessità di creare una "riserva di capacità operativa" per decongestionare gli scali maggiori, fattori che hanno convinto Enac a puntare sullo scalo romagnolo. A giocare un ruolo, probabilmente, anche i bilanci sani di Airiminum.
L'operatività h24 non è solo un elemento di prestigio, ma una potente arma commerciale. Oggi, gli scali che chiudono a mezzanotte costringono le compagnie a schedule rigidissime: in caso di effetto domino sui ritardi accumulati durante il giorno, i vettori rischiano infatti il dirottamento forzato o pesanti sanzioni per il superamento dei limiti acustici notturni. Pertanto, Rimini H24 diventa più attrattiva come base low cost perché capace di garantire flessibilità assoluta azzerando il rischio di dirottamento notturno. Dal 2027, il Fellini potrà poi accogliere i voli in ritardo che non possono più atterrare a Bologna o Ancona, offrendo tariffe di "scalo alternato" più competitive rispetto alle salatissime multe per il superamento dei limiti di inquinamento acustico notturno. Nonostante l'aumento dei costi gestionali (personale e illuminazione pista), le maggiori entrate derivanti dalle tariffe notturne promettono di bilanciare i conti. Rimini farà di fatto da "valvola di sfogo" per il congestionato Marconi di Bologna, intercettando i voli notturni in ritardo ed evitando i dirottamenti verso scali molto più lontani.

L’incognita del 2029: il nodo della tassa d’imbarco
Se il futuro operativo appare positivo, quello fiscale presenta una sfida complessa. La recente abolizione della tassa d’imbarco ha dato una spinta decisiva alla crescita delle rotte low-cost, ma il beneficio ha una data di scadenza.
A differenza di regioni a statuto speciale come Sicilia e Friuli, o di casi specifici come Calabria e Abruzzo, l’Emilia-Romagna ha applicato l'esenzione per i suoi scali minori sfruttando la normativa nazionale (valida per gli aeroporti sotto il milione di passeggeri), facendosi carico dell'esborso fino alla soglia dei 700.000 passeggeri. Le proiezioni indicano però che il Fellini supererà tale quota nel 2028. Di conseguenza, dal 2029, la tassa tornerà a gravare sui biglietti, costringendo AIRiminum a trovare nuove strategie per mantenere l’appetibilità verso le compagnie low-cost, attirate finora proprio dal taglio dell'addizionale.

Prospettive
Il Fellini si candida dunque a diventare il punto di riferimento del medio Adriatico. La sfida per la società di gestione sarà duplice: capitalizzare l'esclusività del servizio H24 per attrarre nuovi vettori e gestire la transizione fiscale post-2028, trasformando Rimini da scalo stagionale a vero hub logistico sempre aperto

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