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Il congressuale tiene, ma poco all’estero. I dati di Convention Bureau

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Sab 1 Apr 2006 18:55 ~ ultimo agg. 11 Mag 15:30
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Sono stati presentati al museo della città i risultati dell’osservatorio del sistema congressuale riminese e l’indagine di customer satisfaction commissionata da Convention Bureau all’Università di Rimini, Master in gestione e sviluppo dei servizi turistici.
Una volta c’era il balneare, adesso, il comparto più dinamico dell’industria riminese dell’ospitalità è il congressuale.
Le rilevazioni del 2005 dell’osservatorio sul sistema congressuale riminese scattano una fotografia nitida della situazione: aumentano gli incontri, i partecipanti, e le giornate congressuali. Aumentano meeting e convention aziendali mentre subisce una contrazione l’ambito associativo con l’unica eccezione di quello religioso che invece ottiene un +2,6%.
Perdono appeal gli hotel dotati di sale congressuali, in cui si registra un calo del 5,36%. Si preferiscono a questi, i centri specializzati che hanno registrato nel 2005, oltre 3.000 presenze.
Ancora debole la destinazione ‘Rimini’ sul mercato internazionale che segna ancora una volta un dato negativo: -12,83%. Crescono, invece i congressi nazionali e regionali.
È forte l’incidenza della filiera congressuale sul tessuto economico locale dove il comparto rappresenta il 21% del fatturato.
Ad integrazione dell’indagine, anche un approfondimento sulla soddisfazione dei clienti: i congressisti assegnano un bell’8 alla qualità del sistema riminese.
L’aspetto più apprezzato è l’accoglienza, seguito da ristorazione e pernottamento, meno soddisfacenti invece la qualità dell’ambiente urbano e i servizi accessori degli alberghi (palestra, piscina, collegamenti internet). Nella lista nera anche trasporti, viabilità e parcheggi.

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