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I turisti rapiti in Egitto “stanno bene”, continuano le trattative

di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Sono in buone condizioni di salute i 19 rapiti in Egitto, 5 turisti italiani, cinque tedeschi, un rumeno e lo staff che li conduce in un tour nel sud del paese africano, nella zona al confine con Sudan e Libia. Lo hanno riferito le autorità egiziane e sudanesi, escludendo che i rapitori avrebbero minacciato di ucciderli nel caso di tentativi di colpi di mano della polizia.
Stando ad una corrispondenza dell’agenzia Afp “si trovano nella terra di nessuno al confine tra Sudan, Egitto e Libia, nell’area di Jebel Uweinat”, avrebbe detto il sottosegretario agli esteri sudanese Mutrief Sadiq, parlando con i giornalisti a Kartoum. Il quale ha aggiunto che la priorità è la sicurezza degli ostaggi e che non vogliono operazioni che potrebbero minarne la salvaguardia.
“Siamo sicuri che gli ostaggi stano bene, che sono in buona salute e che hanno abbastanza cibo e acqua”, ha detto il ministro del turismo egiziano Zuhair Garana, spiegando che non hanno un contatto diretto, e che viene tenuto al corrente dalla moglie tedesca del titolare dell’agenzia di viaggi, Aegyptus Tour, anche lui nel gruppo dei rapiti, che ha contattato la congiunta attraverso un telefono satellitare.
L’area dove è avvenuto il rapimento è nota turisticamente per delle pitturi ruperstri nelle grotte, la più nota delle quali è la Grotta dei nuotatori (Cave of Swimmers), al Wadi Sora, conosciuta al grande pubblico per essere stata inclusa nel film “Il paziente inglese”. Il sud dell’Egitto è stato considerato negli ultimi cinque anni sicuro, l’ultimo rapimento è avvenuto nel 1997, e che ogni convoglio era scortato dalla polizia.

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