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lettera congiunta a Mattarella

I sindaci emiliano-romagnoli scrivono al CSM: riconoscere zona ad alta densità

In foto: la sede del CSM
la sede del CSM
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Redazione
   
Tempo di lettura 1 min
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Riconoscere l'esperienza antimafia maturata dai magistrati nelle Procure del Nord. Il messaggio, pochi giorni dopo il presidio organizzato da Libera davanti ai Tribunali di Bologna e Reggio Emilia, viene ribadito dai sindaci emiliano-romagnoli nella lettera che hanno inviato al Consiglio superiore della magistratura. Il documento, sottoscritto dai primi cittadini di Bologna, Cesena, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini, è indirizzato al presidente del Csm Sergio Mattarella, al vicepresidente Fabio Pinelli e ai componenti della quinta commissione.

L'iniziativa nasce dopo la delibera approvata l'11 giugno proprio dalla commissione che individua le Procure delle cosiddette "zone ad alta densità mafiosa" come riferimento per il conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi negli uffici giudiziari. Una scelta che, secondo i sindaci, rischia di escludere dall'adeguata valorizzazione i territori del Centro-Nord, dove negli ultimi anni la presenza delle organizzazioni criminali è stata invece accertata da numerose inchieste e sentenze. Nella lettera, gli amministratori ricordano come relazioni parlamentari, provvedimenti giudiziari e attività investigative abbiano documentato il radicamento delle mafie anche in Emilia-Romagna

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