I rumori ‘nemici’ numeri uno: arriva il Piano per far piano
La prima fase prevede appunto la zonizzazione: le classi di appartenenza individuate, attraverso il pano regolatore e le prestazioni sonore, sono sei. In cima le zone industriali ed artigianali: sia di giorno che di notte, il valore consentito è di 70 decibel.
All’opposto, le cosiddette ‘strutture protette’, destinati a parchi, scuole e ospedali: qui il limite diurno è di 50 decibel, e quello notturno di 40.
Le altre, cui si sale con scatti di 5 decibel a classe, sono a gruppo misto: industriale e residenziale. Fa la differenza la densità d’abitanti e la presenza di attività commerciali o pubbliche. La fascia marina, per esempio, rientra nella quarta categoria: 65 decibel di giorno e 55 di notte.
La stragrande maggioranza del nostro territorio appartiene alla terza categoria (60 di giorno, 50 di notte) cui rientra anche quella agricola, così come vuole la normativa regionale, per permettere di coltivare i campi con i mezzi appositi.
Un discorso a parte meritano però i ‘punti caldi’: le infrastrutture.
Ascoltiamo Ariano Mantuano, assessore all’Ambiente del Comune Rimini.
Sulle infrastrutture si faranno le verifiche necessarie: se i valori dovessero risultare sballati bisognerebbe imporre di aumentare le tutele di tipo acustico, senza escludere barriere lungo la linea ferroviaria. Per quel che riguarda infine l’iter del Piano, già all’ordine del giorno questa mattina in commissione, dopo un confronto con le categorie tornerà a livello istituzionale, in Consiglio.
Dopo l’approvazione seguirà un periodo di osservazione, poi verrà attuato.
I proprietari di pub o bar già pronti ad abbassare la saracinesca non disperino: quello presentato è una ‘fotografia’ del territorio nel ‘lungo periodo’, e non temporanea: di tutto il resto, dai concerti ai piano bar estivi, si occuperà il regolamento apposito che la polizia municipale sta già stilando.












