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Giovani in cerca di valori e attenzione. La riflessione di un insegnante

di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Fenomeni di questo genere, non sono una novità; ricordiamo l’estate scorsa, le bad girls del parco Marecchia, le 15enni che picchiarono con un casco una loro coetanea. Quello che fa specie è che questo genere di episodi si verifichino proprio a scuola, luogo che dovrebbe essere un ambiente educativo e al riparo da violenze. In questo scenario si è aperto uno spartiacque tra chi pensa che la soluzione giusta sia intervenire con pugno di ferro, e chi, invece opta per il recupero.
Gli episodi più eclatanti di teppismo sono solo la punta dell’iceberg di un disagio che non nasce solo dalla scuola ma anche dall’ambiente in cui i ragazzi vivono.
Francesco Perez, responsabile ufficio catechistico settore scuola.

Da un indagine di Eurispes 1 studente su tre, tra i 7 e gli 11 anni, è vittima di bullismo; dati preoccupanti che però non bastano a delineare un quadro definitivo della condotta degli studenti. Sono tanti i ragazzi alla ricerca di valori e opportunità formativa e di crescita proprio nell’ambito scolastico: un dato incoraggiante arriva dall’osservatorio sulla scuola dell’ufficio catechistico diocesano, da cui emerge che all’istituto tecnico industriale Leonardo da Vinci di Rimini, ben il 94% degli alunni ha richiesto di avvalersi dell’insegnamento della religione.

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