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Fulgor, teatro Galli, Rimini e la cultura. Intervista all’ass. Pivato

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Ven 19 Dic 2008 19:51 ~ ultimo agg. 12 Mag 19:27
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Se ne è parlato questa mattina su Radio Icaro nel corso della trasmissione Tempo Reale, con l’assessore alla cultura Stefano Pivato che ha rivendicato la scelta dell’amministrazione di puntare sui contenitori e non sulle mostre. “Probabilmente è una concezione un po’ snob questa – ha detto l’assessore – ma la penso come l’ex ministro Paolucci ‘non mi interessa quanta gente entra in un museo, mi interessa come ne esce’. L’idea di puntare tutto sulle mostre è stata un fenomeno di massa nei confronti del quale ho sviluppato una sorta di rifiuto vedendo i gruppi di scolaresche disinteressate in visita e, al contempo, gli organizzatori citare le cifre. Io credo che sia più nobile puntare sul turismo culturale di qualità: le mostre passano e lasciano poco, opere come la Domus sono destinate a restare per secoli.”

“A Rimini poi – ha proseguito Pivato – il turismo culturale è e resterà sempre una realtà di nicchia. È però un tipo di turismo che si deve affiancare a quello balneare”.

Nel 2009 dovrebbe partire la fase operativa per la Casa di Fellini, dove ora sorge il cinema Fulgor. Il progetto è firmato da Dante Ferretti. “Lì dovrebbero trovare spazio il museo Fellini, la nuova cineteca, gli uffici della Fondazione Fellini e, naturalmente, il Fulgor. Un Fulgor rivisitato, un “com’era dov’era”: la ricostruzione di un cinema anni ’40 così come il maestro lo ha rappresentato in Amarcord. Martedì scorso in giunta c’è stato il licenziamento della convenzione tra la proprietà, il Valloni, ed il comune. Ci auguriamo che entro la fine del 2009 tutto possa partire”.

Intanto l’assessore ha annunciato, per rispondere alla richiesta di film di qualità da parte dei riminesi (che non trovano spazio nelle multisale), l’ampliamento delle proiezioni in cineteca comunale.

Dai cinema al teatro. “Nel bilancio che stiamo approvando in questi giorni esiste una cifra consistente destinata al Teatro Galli. Tutto lascia presagire che tra il 2009 ed il 2010 si potrà partire coi lavori.”
I ritardi cronici nei lavori per il Galli però sono in parte giustificati secondo l’assessore: “la cifra investita negli ultimi sei o sette anni nei contenitori culturali – dice Pivato – è di circa 50 miliardi di vecchie lire. Abbiamo quasi concluso gli Agostiniani, ci sono la Domus, il Museo, il Museo degli Sguardi. Quei 50 miliardi di vecchie lire sono esattamente la cifra che serve oggi per il Teatro. E’ stata una questione di scelte – continua l’assessore alla cultura – la priorità era costruire un tessuto che non esisteva: ricostruire il Galli 7-8 anni fa sarebbe stato come costruire una cattedrale nel deserto. Il teatro sta invece alla fine di questo percorso.”

Ultimo capitolo le spese del Capodanno. “Un assessore alla cultura – attacca Pivato – deve accettarle. Non si può contrapporre il Capodanno alla cultura. Rimini è la Rimini dei mille turismi”.

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