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Frontalieri: sindacati e industriali, tutti contro la tassa. Appello a istituzio

di
Redazione
   
Tempo di lettura 1 min
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“Un nuovo e penalizzante sistema di tassazione esclusivamente a loro carico – spiega la CGIL in una nota – senza possibilità di recupero effettivo in Italia. Nei prossimi giorni, i lavoratori riceveranno la prima busta paga ridotta in media di circa € 170-200 rispetto ai colleghi sammarinesi”.
“Il frontaliere che viene licenziato – prosegue la CGIL – al termine della copertura prevista degli ammortizzatori sociali a San Marino si trova in Italia a non vedere nemmeno riconosciuto lo stato di disoccupato per crisi e, attualmente, non ha diritto all’iscrizione alla lista di mobilità (L.236/93), che prevede incentivi per le imprese che assumono”.
Dalle istutizioni locali, il sindacato attende la convocazione di un tavolo di confronto da parte di Provincia e Regione. Contro la tassazione, si è espressa anche l’Associazione Industriali di San Marino.
Giovedì scorso, su iniziativa del Csu di San Marino e di Cgil-Cisl-Uil Rimini e Pesaro-Urbino, si è tenuta a San Marino un’assemblea cui ha partecipato un migliaio di frontalieri.

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