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Foglio di via illegittimo. APG 23 ‘Mancano leggi, punire anche i clienti’

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Lun 16 Dic 2013 16:38 ~ ultimo agg. 17 Mag 00:10
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Il foglio di via è illegittimo, le prostitute non possono essere considerate di per sé un pericolo e quindi possono stare in strada. La sentenza della Cassazione toglie definitivamente dalle mani di Forze dell’Ordine e Amministrazioni quella che era considerata l’unica arma al momento utilizzabile per contrastare il fenomeno della prostituzione.

Una battaglia iniziata circa tre anni fa con le ordinanze dei sindaci, le retate di carabinieri e polizia e centinaia di fascicoli aperti in Tribunale, tutti bocciati. Al di là di quello che è il fatto di cronaca giudiziaria la riflessione torna sul fatto che in Italia mancano strumenti per contrastare efficacemente questo fenomeno presente in maniera sempre più cruda sulle strade ma anche nelle case.

“Purtroppo quello che manca è un quadro normativo chiaro che vada ad intervenire in Italia su questo particolare problema che abbiamo della tratta degli esseri umani in particolare nello sfruttamento della prostituzione” – sottolinea Giampiero Cofano, responsabile del settore “Antitratta” dell’Associazione Papa Giovanni XXIII – “Il punto di fondo è che non dobbiamo agire con strumenti di tipo amministrativo quando abbiamo invece di fronte un fenomeno di tipo criminale”

Scelte differenti vengono fatte in questi ultimi tempi da paesi come la Francia o nazioni del nord Europa che vanno verso la tutela della donna e il rispetto dei diritti umani. Una scelta, che ancora l’Italia non è stata in grado di portare a termine, per contrastare un fenomeno che non deve essere considerato di secondo piano ma di sfruttamento di donne e spesso di minorenni.

“Le leggi per punire gli sfruttatori ci sono in Italia” – dichiara Cofano – “non però c’è una legge che va a punire il cliente che è colui che alimenta ogni giorno con milioni di euro questo fenomeno criminale.”

Sulla questione è intervenuto, lasciando un commento sulla sua pagina Facebook, anche il presidente della Provincia Stefano Vitali.

“Un colpo letale a qualunque iniziativa dei sindaci per contrastare un problema” – ha sottolineato Vitali – “che, al di là del dettato dei codici, ha a che fare fortemente con la vivibilità di parti intere delle nostre città. I sindaci, e con le loro la comunità, sono esposti e indifesi contro questa piaga umiliante. Eppure appena si scatenerà l’ennesima polemica per la presenza di prostitute in un quartiere, a finire sul banco degli imputati saranno i pubblici amministratori locali”.

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