Flotilla. Parla il fratello di Manuel: firmare rimpatrio era un’autoaccusa
E’ questo lo stato d’animo dei familiari di Manuel Zani, 30 anni, foto e videoreporter free lance di Longiano, tra gli italiani catturati ieri dalla Marina militare israeliana dopo l’assalto alla flottiglia con aiuti umanitari diretta a Gaza. “Siamo in contatto costante con la Farnesina che abbiamo sentito anche questa mattina – racconta al telefono il fratello Mattia – Ci hanno detto che le cose andranno un po’ per le lunghe ma tendono anche a tranquillizzarci. Sembra che finora ci siano state ‘procedure standard’. Anche la decisione di Manuel di non firmare i documenti di rimpatrio – spiega – dipende dal fatto che erano incomprensibili. E la firma sarebbe stata un’autoaccusa, una ammissione di avere compiuto un atto illegale. Per questo hanno firmato in pochi. Speriamo che al più presto sia possibile un contatto diretto con i nostri diplomatici”. Della notte passata dai genitori, Bruno e Graziella, Mattia non parla, non vuole raccontare le ansie private. Tutti sperano solo in buone notizie al più presto. (ANSA)











