Ex Ogr, incontro a Roma con Trenitalia. Cisl: situazione delicata
La vertenza per la salvaguardia dell’Officina Manutenzione Ciclica Locomotive di Rimini, l'ex OGR, è in una fase di estrema delicatezza. Lo spiega il segretario della FIT Cisl Rimini all'indomani dell'incontro a Roma tra le segreterie nazionali dei sindacati e i vertici di Trenitalia. "A seguito di una serie di impegni rimasti purtroppo disattesi, avvertiamo una forte preoccupazione per il futuro lavorativo di 170 persone altamente specializzate e per le loro famiglie," spiega Francesco Cento. "Parliamo di un sito strategico come l’ex OGR di Rimini. La nostra posizione è chiara: esprimiamo un 'no' convinto alla dismissione di Rimini o di qualunque altra struttura del reticolo nazionale. È fondamentale valorizzare quelle professionalità che rappresentano il cuore pulsante delle ferrovie italiane."
Durante l’incontro, Trenitalia ha presentato un piano che prevede investimenti per 1,7 miliardi di euro fino al 2035 sugli impianti industriali. Tuttavia, i dati sull'evoluzione del modello organizzativo e dei fabbisogni sono stati valutati come parziali dalla FIT-CISL. L'Azienda ha motivato la necessità di rivedere alcuni aspetti organizzativi citando una "perdita di produzione" strutturale, dovuta all'ingresso di nuovi treni gestiti in full service e alla progressiva dismissione dei mezzi più obsoleti, come le locomotive diesel. Per Cento, questa evoluzione tecnologica non deve però tradursi in un indebolimento dei presidi sul territorio, ma deve essere gestita come un'opportunità di crescita per il lavoro interno.
"Abbiamo richiesto un quadro aggiornato di tutto il reticolo manutentivo, officina per officina, con dati certi sugli organici attuali e futuri," spiega Cento. "Se si intende investire realmente sulla manutenzione, è necessario offrire stabilità e prospettiva, garantendo la sostenibilità dei carichi di lavoro e valorizzando le competenze tecniche del personale. Chiediamo inoltre che le figure interne possano presidiare le attività affidate all'esterno, per garantire il mantenimento del know-how aziendale. Senza solide garanzie sulla tenuta occupazionale, sarà difficile far avanzare il percorso di confronto."
Il tavolo nazionale è stato aggiornato a breve scadenza.












