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'assenza di condivisione'

Eolico tra Romagna e Toscana. Casteldelci e Alta Valmarecchia chiedono tutele

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di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Il Comune di Casteldelci e l'Unione dei Comuni della Valmarecchia esprimono "forte preoccupazione" per i progetti eolici di Badia del Vento e Poggio Tre Vescovi, previsti nel Comune di Badia Tedalda, in Toscana, ma localizzati a ridosso del confine regionale e destinati a produrre i principali impatti ambientali e paesaggistici sull'Alta Valmarecchia.
Si tratta di impianti composti complessivamente 17 aerogeneratori alti 180 metri, quasi il doppio del Grattacielo di Rimini, "destinati a modificare in maniera permanente il paesaggio appenninico che rappresenta uno degli elementi identitari più importanti della Valmarecchia".
Alle criticità paesaggistiche - ricordano gli enti coinvolti - si aggiungono quelle ambientali. "I progetti prevedono importanti opere infrastrutturali, chilometri di nuove strade di cantiere ed estesi abbattimenti boschivi in aree montane particolarmente delicate. Studi condotti da diversi enti e dal Prof. Gian Battista Vai, già docente di Geologia dell’Università di Bologna, evidenziano la presenza di aree di dissesto e di elevata fragilità geomorfologica nelle immediate vicinanze delle aree di impianto, in particolare lungo il versante romagnolo interessato dai progetti. In tale contesto, la realizzazione di fondazioni in calcestruzzo di enormi dimensioni, necessarie a sostenere strutture del peso di migliaia di tonnellate, solleva ulteriori preoccupazioni per la stabilità del territorio e per i rischi per persone, abitazioni e infrastrutture".
Gli amministratori locali ricordano "Le alluvioni e le frane che hanno colpito negli ultimi anni l'Emilia-Romagna e la Valmarecchia in particolare", eventi che dimostrano "che non si può continuare a costruire ovunque e comunque senza considerare la fragilità dei territori".
In questo quadro "desta particolare sconcerto la vicenda di Badia del Vento, progetto che, dopo il via libera della Regione Toscana, è stato rimesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per le determinazioni finali. Non è accettabile che territori di confine diventino il luogo dove concentrare impianti di tale dimensione senza una reale condivisione con le comunità che ne subiranno le conseguenze. Così come non è accettabile che la Toscana continui a limitare o respingere i grandi impianti nel proprio territorio e autorizzi invece progetti collocati al confine i cui impatti si riversano prevalentemente sulla Romagna".
La richiesta è che "la Regione Toscana e la Regione Emilia-Romagna affrontino congiuntamente la questione, dando concreta attuazione agli impegni contenuti nel protocollo di collaborazione sottoscritto nel 2025 dai Presidenti Eugenio Giani e Michele de Pascale per lo sviluppo delle aree interne di confine, che richiama espressamente anche il tema delle infrastrutture energetiche".
"Siamo certi che il Presidente De Pascale e l’Assessora all’Ambiente Irene Priolo daranno seguito agli impegni assunti pubblicamente nei confronti della Valmarecchia e agli indirizzi delineati per le comunità appenniniche, attraverso un confronto fondato su argomentazioni di merito, come già avvenuto in passato. Siamo altresì certi che anche gli uffici tecnici della Regione entreranno nel merito delle questioni e delle criticità evidenziate, individuando soluzioni coerenti con gli obiettivi di tutela e valorizzazione del territorio. Del resto, la stessa recente legge regionale dell’Emilia-Romagna sulle aree idonee alla produzione di energia da fonti rinnovabili ha sancito indirizzi precisi, privilegiando lo sviluppo degli impianti nelle aree urbanizzate, industriali o già compromesse, con l’obiettivo di ridurre il consumo di suolo e salvaguardare i
paesaggi di maggior pregio ambientale e naturalistico".
Il Comune di Casteldelci e l’Unione dei Comuni della Valmarecchia chiedono "che ogni valutazione sui progetti in corso tenga conto del principio costituzionale di leale collaborazione tra le istituzioni e, in questo caso, tra Regioni confinanti".

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