Energia e non solo. I rincari rischiano di affondare famiglie e imprese
Giorno che vai, rincari che trovi. Dall'esplosione del tragico conflitto in medio oriente, imprese e famiglie devono fare in conti con prezzi in continuo aumento. Le risposte invece latitano. Se ne parlerà a Fuori dall'Aula su Icaro TV con Davide Ortalli, direttore della CNA provinciale, Guido Cardelli Masini Palazzi, presidente della Coldiretti riminese e Marco Lupo, utility manager e delegato regionale di Consumerismo Aps. Non mancheranno i contributi dal mondo delle costruzioni, della pesca e le voci dei cittadini. Appuntamento alle 18 e alle 21. Messaggi al 337 511336.
Dall'inizio del conflitto in Iran il mercato dell'energia ha iniziato una corsa a cui finora nessuno ha provato a porre un argine. Secondo le analisi della Cgia di Mestre, petrolio e gas hanno registrato le impennate più consistenti: il greggio segna un +45%, mentre il gas naturale è salito del 62. Il rincaro della benzina sfiora il 9% mentre il diesel addirittura del 18%. Una dinamica che pesa non solo sui costi di trasporto, ma sull'intera catena produttiva. Se le quotazioni resteranno su questi livelli, Nomisma stima un rincaro di 350 euro all’anno nelle bollette delle famiglie italiane. A lanciare l’allarme è anche Confesercenti che ha elaborato in collaborazione con Innova, una simulazione sull’impatto dei rincari di elettricità e gas. In questo periodo i prezzi all’ingrosso sono aumentati del 24% per l’energia elettrica e di quasi il 33 per il gas. Se questi livelli dovessero mantenersi fino alla fine del 2026, la bolletta energetica per le PMI del commercio, del turismo e dei servizi potrebbe raggiungere i 3,8 miliardi di euro, con un aggravio di quasi 900 milioni rispetto al 2025. E le ricadute si sentirebbero in primis nei comparti ad alta intensità energetica, come la ricettività e la ristorazione con una impennata di 1830 euro annui per un ristorante e oltre 2.700 per un albergo di medie dimensioni. Un incremento che andrebbe ad erodere ulteriormente i margini operativi con effetti anche sulla competitività. Le difficoltà si allargano poi a tutti i comparti: dalle costruzioni fino all’agricoltura che, oltre all’aumento del gasolio agricolo, deve fare i conti anche con il costo dei fertilizzanti e della logistica. Per non parlare delle famiglie: l’aumento dei costi potrebbe infatti portare ad una contrazione dei consumi reali di circa 4 miliardi di euro. Una vera e propria tempesta perfetta, l’ennesima, che si sta abbattendo su imprese e consumatori. In attesa che, ad ormai quasi tre settimane dall’avvio del conflitto, dal Governo arrivi qualche risposta.












