“Cos’è per noi la scuola?”
Dopo gli atti vandalici a Villa Verucchio la scuola riparte dai suoi valori
In foto: @Paolo Guiducci
di Redazione
Una mattinata per reagire ai gravi atti vandalici della notte del 31 ottobre e ribadire il valore della scuola come luogo di rispetto, solidarietà, partecipazione e senso civico. Si è svolta venerdì, al Parco delle Medie di Verucchio, la manifestazione promossa dall’Istituto comprensivo statale “Ponte sul Marecchia”, aperta a famiglie e rappresentanti dell’Amministrazione comunale.
L’iniziativa - spiegano i promotori - è nata in seguito agli episodi che hanno colpito il plesso della scuola secondaria di primo grado, con l’obiettivo di trasformare un momento difficile in un’occasione di riflessione e condivisione per tutta la comunità scolastica.
Protagonisti della mattinata sono stati soprattutto gli studenti, chiamati a raccontare che cosa rappresenti per loro la scuola. Attraverso letture, pensieri e riflessioni, ragazze e ragazzi hanno affrontato temi come il rispetto, la solidarietà, il senso civico e la bellezza.
La manifestazione si è aperta con l’accoglienza dei partecipanti e i saluti della dirigenza scolastica. Si è poi svolto il momento intitolato “Cos’è per noi la scuola?”, curato dagli studenti, dopo di che sono intervenuti i rappresentanti dell’Amministrazione comunale.
Oltre le classi dei due plessi della “Pazzini”, di Verucchio e Villa Verucchio, hanno partecipato anche gli alunni della primaria “Gianni Rodari” e i bimbi più grandi della scuola dell’infanzia “Cappuccetto Rosso”.
Per l’amministrazione comunale assieme alla sindaca Lara Gobbi c’erano gli assessori Claudia Pazzini, Luigi Dolci, Maria Antonietta Pazzini, il Presidente del Consiglio Comunale Christian Riccardi, i Consiglieri e Consigliere Sonia Goretti, Marilena Paterniani e Fabio Bianchi, operai e capo manutenzione del Comune Luigi Urbinati.
Presenti il Capitano Daniele Mangerini Comandante della Compagnia Carabinieri di Novafeltria e il Luogotenente Luciano Masini Comandante della stazione Carabinieri di Villa Verucchio.
Hanno partecipato rappresentanti del Centro Giovani di Villa Verucchio, il legale rappresentante della Vetreria Valmarecchia, oltre ai docenti, personale ATA e numerosissimi genitori.
Hanno partecipato rappresentanti del Centro Giovani di Villa Verucchio, il legale rappresentante della Vetreria Valmarecchia, oltre ai docenti, personale ATA e numerosissimi genitori.
La scuola aveva presentato l’appuntamento come un momento per ritrovarsi attorno a un luogo «ferito, ma sempre pronto a ricostruire e ad accogliere la sua comunità». Un messaggio che, attraverso le parole dei ragazzi e la partecipazione delle istituzioni e delle famiglie, ha voluto riaffermare il ruolo della scuola come punto di riferimento per il territorio, anche nei momenti più difficili.
L'INTERVENTO DELLA SINDACA LARA GOBBI
Care ragazze e cari ragazzi,
care famiglie, cari insegnanti e cittadini di Verucchio,
care famiglie, cari insegnanti e cittadini di Verucchio,
quello che è accaduto nella notte di Halloween alla nostra scuola media merita una riflessione seria e un messaggio chiaro.
Alcuni ragazzi hanno compiuto atti vandalici, danneggiando un luogo che appartiene a tutti noi: la nostra scuola.
Voglio dire con chiarezza che questi comportamenti sono inaccettabili. Non sono bravate, non sono scherzi, non sono gesti da liquidare con una risata o con la giustificazione che, in fondo, sono cose da ragazzi.
Danneggiare una scuola significa mancare di rispetto a un luogo che ogni giorno accoglie, educa e fa crescere centinaia di giovani. Significa colpire una comunità, ferire il lavoro di chi in quella scuola opera quotidianamente e compromettere un patrimonio che appartiene a tutti.
La scuola non è soltanto un edificio fatto di muri, porte e finestre. È un luogo di crescita, di amicizia, di conoscenza, di opportunità. È un pezzo del futuro di ciascuno di voi.
E proprio per questo fa ancora più male vedere che qualcuno abbia scelto di danneggiarla.
A chi ha compiuto questi gesti voglio rivolgere un rimprovero, senza ambiguità: fermatevi a riflettere. Chiedetevi perché lo avete fatto, che cosa avete dimostrato e soprattutto che cosa avete lasciato agli altri.
Il coraggio non è distruggere. La forza non è danneggiare. Essere grandi non significa trasgredire le regole o cercare il consenso degli amici attraverso comportamenti sbagliati.
A chi ha compiuto questi gesti voglio rivolgere un rimprovero, senza ambiguità: fermatevi a riflettere. Chiedetevi perché lo avete fatto, che cosa avete dimostrato e soprattutto che cosa avete lasciato agli altri.
Il coraggio non è distruggere. La forza non è danneggiare. Essere grandi non significa trasgredire le regole o cercare il consenso degli amici attraverso comportamenti sbagliati.
Essere grandi significa saper rispettare gli altri, assumersi le proprie responsabilità e avere il coraggio di riconoscere i propri errori.
E proprio sulla responsabilità vorrei soffermarmi.
Sbagliare può capitare, soprattutto durante la crescita. Ma un errore non deve diventare un alibi. Deve diventare un'occasione per capire, per imparare e, quando necessario, per rimediare.
Voglio dirvi una cosa importante: questa città non è un giudice severo che vuole solo punire. Questa città è la vostra casa. E come in ogni casa, quando si fa un errore, si chiede scusa e si ripara. Se qualcuno di voi ha partecipato a questi atti vandalici, o sa chi è stato, sappiate che la nostra porta non è chiusa. Il perdono non significa far finta di nulla, significa darvi fiducia. Significa credere che valete molto di più di un vetro rotto o di una panchina spaccata. Noi siamo pronti a perdonare e a ripartire insieme, ma voi dovete fare il primo passo: aiutateci a prenderci cura di ciò che è di tutti.
Ma oggi voglio rivolgermi anche a tutti gli altri ragazzi di Verucchio.
A voi che andate a scuola, che praticate sport, che fate musica, che partecipate alle attività del paese, che coltivate passioni, amicizie e sogni.
Non voglio che il comportamento irresponsabile di pochi finisca per gettare un'ombra su un'intera generazione.
Non siete tutti uguali. E noi adulti abbiamo il dovere di riconoscere e valorizzare la parte migliore dei nostri giovani.
Io credo nei ragazzi di Verucchio. Credo nella vostra energia, nella vostra intelligenza, nella vostra capacità di fare cose belle e importanti.
Ma credo anche che dobbiamo imparare, tutti insieme, a distinguere la libertà dall'arroganza, il divertimento dalla mancanza di rispetto, il desiderio di sentirsi protagonisti dalla volontà di prevaricare gli altri.
Come amministrazione comunale non ci limiteremo a condannare quanto accaduto. Vogliamo cogliere anche questa occasione per rafforzare il dialogo con i giovani, con le famiglie, con la scuola e con tutte le realtà educative del territorio.
Perché educare non significa soltanto punire quando qualcuno sbaglia. Significa anche ascoltare, accompagnare, dare opportunità e costruire alternative.
Ai genitori, agli insegnanti e a tutta la comunità chiedo di fare squadra. I ragazzi hanno bisogno di regole, di esempi, di presenza e di fiducia. Hanno bisogno di adulti capaci di dire dei no quando servono, ma anche di tendere una mano quando è necessario.
Vorrei che da questo episodio nascesse qualcosa di positivo: una maggiore consapevolezza del valore dei beni comuni, un senso più forte di appartenenza alla nostra comunità e la volontà di prenderci cura dei luoghi che sono di tutti.
La nostra scuola non è un bersaglio: è un bene da custodire. La nostra comunità non è qualcosa da danneggiare: è qualcosa da costruire insieme.
Verucchio ha bisogno dei suoi giovani, della loro voglia di fare, delle loro idee e dei loro sogni.
Il futuro di Verucchio è anche nelle vostre mani. Abbiate cura del vostro paese, della vostra scuola e della comunità di cui fate parte. Perché sentirsi parte di una comunità significa prima di tutto rispettarla.
Il futuro di Verucchio è anche nelle vostre mani. Abbiate cura del vostro paese, della vostra scuola e della comunità di cui fate parte. Perché sentirsi parte di una comunità significa prima di tutto rispettarla.
Grazie.
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