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tribunale di Rimini

Docente "escluso" dall'algoritmo delle supplenze. Il giudice gli dà ragione

In foto: L'ingresso del tribunale di Rimini
L'ingresso del tribunale di Rimini
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Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Dal Tribunale di Rimini arriva una decisione che riconosce a un docente precario il diritto alla supplenza annuale ingiustamente negata, al recupero del punteggio e al riconoscimento delle differenze retributive non percepite. Al centro della vicenda il funzionamento dell’algoritmo delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) che ha escluso dall'incarico un insegnante, pur collocato in posizione utile in graduatoria, attribuendo supplenze a candidati con punteggio inferiore. Una distorsione che il giudice ha ritenuto illegittima, stabilendo che il docente avrebbe dovuto essere rivalutato nei turni successivi e non considerato automaticamente rinunciatario per non aver espresso tutte le preferenze.

La sentenza di Rimini mette nero su bianco ciò che denunciamo da tempo – afferma Luca Battistelli, segretario regionale CISL Scuola Emilia-Romagna –: non è accettabile che un algoritmo, gestito senza le necessarie garanzie, finisca per calpestare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. La graduatoria deve restare il criterio guida, altrimenti si crea un sistema ingiusto e opaco. Non è solo una vittoria individuale – prosegue Battistelli – ma un risultato che riguarda tutto il personale precario della scuola. Significa dire con chiarezza che chi ha più titoli e più esperienza non può essere scavalcato da chi ne ha meno per effetto di un meccanismo automatico mal concepito”.

Sotto accusa ritorna così il sistema di gestione informatizzata delle supplenze, che negli ultimi anni ha sollevato numerose criticità.

La precarietà non può diventare una condizione di minor tutela – conclude Battistelli –. Continueremo a difendere, in ogni sede, il diritto al lavoro, alla giusta retribuzione e al riconoscimento professionale. Perché nella scuola pubblica la qualità passa anche dal rispetto di chi ogni giorno la tiene in piedi”.

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