Indietro
menu
No allo sterile scontro

Eolico Offshore. Legacoop: a Rimini aprire confronto serio, basta ideologie

In foto: il progetto di Energia Wind
il progetto di Energia Wind
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
Tempo di lettura 2 min

A Rimini nelle ultime settimane è tornato a riaccendersi il dibattito sul progetto di eolico offshore presentato dalla società Energia Wind 2020 che dopo aver ottenuto la Valutazione di Impatto Ambientale sembra pronto a procedere con la richiesta di autorizzazione unica (vedi la recente puntata della trasmissione Fuori dallAula). Nel merito della discussione, strettamente connessa anche alla legge delega sul nucleare all'esame della Camera, interviene Legacoop Romagna chiedendo di "superare contrapposizioni ideologiche che rischiano di bloccare qualsiasi ragionamento sul futuro energetico del Paese".

"L’Italia e l’Europa - si legge - stanno vivendo una fase storica segnata da instabilità geopolitica, aumento dei costi energetici e forte dipendenza dalle fonti fossili. Pensare di affrontare questa sfida contrapponendo nucleare e rinnovabili significa non comprendere la complessità del momento". Per Legacoop Romagna la priorità resta una strategia energetica equilibrata e pragmatica, capace di combinare più strumenti: sviluppo delle energie rinnovabili, sistemi di accumulo, comunità energetiche, efficientamento e un confronto aperto anche sulle nuove tecnologie nucleari. E' necessario quindi "riaprire senza pregiudizi il dibattito sul nucleare di nuova generazione, alla luce delle crisi energetiche internazionali e della fragilità dell’attuale modello fondato sugli idrocarburi. Ma questo non significa fermare gli investimenti sulle rinnovabili, che restano indispensabili per la transizione energetica". Legacoop si dice poi "favorevole allo sviluppo dell’eolico in mare a condizione che siano garantite piena tutela e sostenibilità per l’attività delle nostre cooperative della pesca, settore strategico per l’economia, l’identità della costa romagnola e la qualità dei prodotti ittici che arrivano sulle tavole di cittadini e turisti. Le imprese della pesca, già colpite da una crisi acuita dagli aumenti del costo del gasolio (un pieno per un peschereccio ha ormai superato i 2.000 euro) non possono permettersi di subire ulteriori limitazioni alla loro attività". L'appello è quello a lasciare da parte lo scontro ideologico sterile. Legacoop Romagna richiama quindi istituzioni, forze politiche, categorie economiche e mondo scientifico ad aprire un confronto serio, basato su dati, innovazione tecnologica e interesse nazionale, evitando semplificazioni che non aiutano cittadini e imprese.

Altre notizie