Diventa l’incubo di un’assistente sociale. In carcere per atti persecutori
Un 39enne tunisino ha ricevuto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per atti persecutori nei confronti di una donna riminese, assistente sociale. Tutto è nato da una richiesta di amicizia su Facebook che l’uomo a novembre 2021 le aveva inviato: lei, visto che c’erano amicizie in comune, aveva accettato e, in virtù delle sue competenze professionali, lo aveva anche aiutato per la richiesta di documenti o la ricerca di alloggi. Dopo pochi mesi però la donna si è resa conto che l’uomo continuava a vivere fuori dalle regole, commettendo reati e frequentando compagnie sospette, e ha cominciato a limitare la disponibilità nei suoi confronti.
Da qui sono partiti atteggiamenti minacciosi, persecutori e violenti dell’uomo. Si è presentato sotto casa sua e, al rifiuto di rispondere alle telefonate, l’ha minacciata di morte. In un’altra occasione l’ha attesa fuori da casa ed è salito sulla sua auto lato passeggero minacciandola: “tu adesso non torni a casa e stai un po’ con me. Io andrò anche in carcere ma tu muori”. La donna ha guidato fino a un distributore, ma mentre cercava di scendere lui l’ha colpita con calci e pugni, l’ha morsa alla mano e le ha strappato una ciocca di capelli. Poi le ha puntato un cacciavite a pochi centimetri dagli occhi minacciandola di morte. E’ poi riuscita a fuggire dall’auto e a raggiungere casa dopo avere chiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
A seguito di quell’episodio lo ha bloccato su tutti i social ma lui ha continuato a chiamarla da utenze sconosciute e minacciarla: “Se mi denunci ti ammazzo”. E pochi giorni dopo la ha di nuovo raggiunta in strada strappandole le chiavi e il telefonino. Lei è corsa dentro un hotel dove il personale l’ha aiutata a mettere in fuga l’uomo e a recuperare chiavi e telefonino, danneggiato. Dopo pochi giorni lui le ha mandato un messaggio chiedendole di incontrarla per scusarsi del suo comportamento. Lei ha accettato, ma presentandosi con un’amica per precauzione. Il 39enne ha colpito allora l’assistente sociale con un violento schiaffo minacciandola ancora: “Tu devi stare solo con me”. In quella occasione la donna ha sporto denuncia, salvo poi ritirarla poco dopo per timore di ritorsioni da lui.
Dopo un’intrusione nel giardino di casa, interrotta dal padre, e uno schiaffo a un’amica che si era frapposta tra lui e lei, la situazione è precipitata di nuovo dopo tre mesi, quando lui si è ripresentato ubriaco, l’ha strattonata e l’ha fatta cadere a terra colpendola con calci, pugni e schiaffi sulla testa e sulle gambe. Una donna ha assistito alla scena dal terrazzo e con le sue urla lo ha messo in fuga prima dell’arrivo della pattuglia. Il giorno successivo lei ha presentato denuncia e poi lo ha di nuovo scoperto a pedinarla, chiamando ancora una volta le forze dell’ordine. Il 39enne è stato rintracciato in un parco vicino, ha parlato di una presunta relazione che lei aveva interrotto.
Appostamenti e minacce sono proseguiti fino alla notte dello scorso 31 dicembre, quando lui l’ha attesa fuori da casa e quando lei è scesa l’ha di nuovo aggredita, colpendola e strattonandola fino a farle sbattere la testa al muro. Lei ha preso il cellulare in mano ma lui lo ha gettato a terra rompendolo. Fortunatamente in quel momento è passata una coppia in auto che si è fermata per soccorrere la donna e chiamare le forze dell’ordine, costringendo l’uomo alla fuga.
Il Gip Raffaela Ceccarelli, accogliendo la richiesta del PM Davide Ercolani, ha disposto la custodia in carcere per il tunisino. Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile.












