Disagio giovanile, un incontro pubblico mercoledì in Biblioteca a Riccione
Secondo appuntamento alla Biblioteca Comunale di Riccione col ciclo di incontri Cultura del Rispetto. Mercoledì alle 21 si parlerà de "𝐈𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐠𝐢𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢𝐥𝐞 - 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐢𝐬𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, 𝐛𝐮𝐥𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨, 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐝𝐞𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞”. Relatore sarà Andrea Parma, psicoterapeuta, psicoanalista e dirigente psicologo presso l'AUSL. Il ciclo di incontri, curato da Laura Oppioli, è promosso dal Gruppo Consigliare del Partito Democratico di Riccione. L'appuntamento è aperto a genitori, insegnanti, educatori, operatori sociali e a chiunque si chieda: cosa sta succedendo davvero ai nostri ragazzi? Perché chi dovrebbe essere nel pieno fiore degli anni fatica così tanto a stare al mondo? Entrare in quella domanda, senza fretta e senza giudizio, è già il primo passo per ricominciare a coltivare.
La presentazione
Quando una pianta giovane smette di crescere, quando si chiude su sé stessa invece di aprirsi alla luce, c'è sempre qualcosa che non va nel terreno che la ospita, nell'acqua che non arriva, nelle radici che nessuno ha curato. Eppure ogni volta che un ragazzo si isola, si spegne, aggredisce o sprofonda nella depressione, la prima reazione collettiva è la stessa: stupore. Dolore. E poi, troppo spesso, la parola più sbagliata che si possa pronunciare: caso.
Non è un caso. Non è mai un caso.
Per crescere, ogni essere vivente ha bisogno di un ecosistema. Per secoli, le comunità umane hanno saputo, istintivamente o consapevolmente, come coltivare i propri giovani. Quel giardino si è progressivamente impoverito. Abbiamo sostituito la terra viva con superfici di vetro e luce artificiale. Abbiamo confuso la quantità di stimoli con la qualità del nutrimento. Abbiamo chiesto ai giovani di fiorire in stagioni sbagliate, in vasi troppo stretti, senza mai chiederci se il terreno intorno a loro fosse davvero pronto ad accoglierli.
Il disagio giovanile è il raccolto amaro di ciò che come società abbiamo smesso di seminare. Ma prima di potare, bisogna capire. Prima di intervenire, bisogna osservare. E per osservare davvero il disagio giovanile bisogna avere il coraggio di scendere sotto la superficie, là dove nessun sintomo è visibile ma tutto ha già avuto inizio.
A guidare la riflessione sarà Andrea Parma, psicoterapeuta, psicoanalista e dirigente psicologo presso l'AUSL una voce capace di leggere il disagio non come fiore malato da estirpare, ma come segnale di un ecosistema che ha bisogno di essere risanato.
L'incontro, curato da Laura Oppioli non nasce per offrire risposte preconfezionate o soluzioni rapide da applicare come fertilizzante chimico su un prato ormai arido. Nasce per fare qualcosa di più profondo e necessario: capire da quali carenze si alimenta il ritiro di un adolescente. Rintracciare le radici sotterranee di una violenza che esplode in superficie. Riconoscere i segnali di un terreno che si sta inaridendo prima che su quel terreno non cresca più nulla.












