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omicidio paganelli

Dassilva ancora in carcere. In aula la ricostruzione fantasiosa di Valeria

In foto: Dassilva scortato a fine udienza in carcere dalla Penitenziaria (foto Migliorini)
Dassilva scortato a fine udienza in carcere dalla Penitenziaria (foto Migliorini)
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 3 min
Lun 2 Feb 2026 18:45 ~ ultimo agg. 19:18
Tempo di lettura 3 min

Se n'è andato dal palazzo di Giustizia di Rimini così com'era arrivato Louis Dassilva, scortato dagli agenti della polizia penitenziaria. Il Tribunale della Libertà di Bologna, infatti, ha confermato per la terza volta la custodia cautelare in carcere per il senegalese, basata sull'ordinanza del gip di Rimini, Vinicio Cantarini. Louis, aggiornato a processo in corso dai suoi avvocati, non ha fatto un piega, come se si aspettasse il verdetto negativo dei giudici bolognesi.

Sul banco dei testimoni, invece, questa mattina (lunedì) sono sfilati i poliziotti della questura di Rimini. Il primo a deporre è stato il capo della Squadra Mobile di Rimini, Marco Masia, al quale è stato chiesto conto di una conversazione del 16 febbraio 2025, all'apparenza delirante, tra Valeria Bartolucci e il giornalista Rai Valerio Scarponi, in cui la donna associava lei stessa, Manuela e Loris Bianchi, e il marito Louis ai nomi di fantasia di quattro gatti e ricostruiva un'ipotetica scena del delitto che avrebbe visto coinvolti i fratelli Bianchi. Lei, invece, avrebbe avuto il ruolo di suggeritrice nel far sparire ogni traccia dal garage di via del Ciclamino, mentre Dassilva sarebbe stato del tutto estraneo all'omicidio in quanto - sempre secondo il racconto della Bartolucci - quando la Bianchi la notte del 3 ottobre 2023 bussò alla loro porta, Louis dormiva e non si sarebbe accorto di nulla.

La conversazione fu poi consegnata dal giornalista Rai proprio al capo della Mobile e, successivamente, depositata in Procura finendo agli atti. La Bartolucci nel suo racconto tirerebbe in ballo anche la nipote di Pierina, scesa - a suo dire - in garage a delitto compiuto. Circostanze e fatti che, è bene ricordarlo, non hanno mai trovato un riscontro reale in fase d'indagine. Del resto la sua legale, Chiara Rinaldi, al termine dell'udienza odierna ha spiegato: "Valeria in quel periodo attraversava un periodo di scarsa lucidità e quel racconto rientrava in un viaggio mentale tutto suo"

Proprio Valeria, lunedì 23 febbraio, verrà sentita in Corte d'Assise, come testimone, da persona indagata per false dichiarazioni al pubblico ministero e, quasi certamente, anche per favoreggiamento personale. E' probabile le verranno chieste delucidazioni anche in merito ad una intercettazione ambientale tra lei e Dassilva, captata in auto, in cui bisbigliando dice al marito che ha bisogno di capire cosa sia successo la notte del delitto, altrimenti agli investigatori non saprebbe cosa raccontare: "Però io ho bisogno di capire, perché se mi richiamano anche a me dobbiamo vedere se c'è… se ero sveglia a quell'ora. Io questa cosa non la so. Caz** gli dico? Non la so".

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di Redazione