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Caccia ad investitori

Crisi Aeffe. I sindacati: l'azienda deve ristabilire condizioni di dignità

In foto: il presidio davanti alla sede Aeffe a San Giovanni in M.
il presidio davanti alla sede Aeffe a San Giovanni in M.
di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Gio 22 Gen 2026 11:47 ~ ultimo agg. 13:46
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L'azienda deve impegnarsi per ristabilire condizioni di dignità per i lavoratori. Lo dicono i sindacati in una nota congiunta che a seguito all'incontro che si è tenuto il 21 gennaio al Mimit per la crisi di Aeffe Spa.

Ad aprire il confronto è stata la direzione aziendale che ha fornito il quadro della situazione del Gruppo è stata poi la volta di Riccardo Ranalli, l'esperto nominato della composizione negoziata della crisi, illustrare il proprio impegno nel progetto di risanamento e le prossime scadenze, volte alla ricerca in primis di un soggetto industriale che possa essere interessato ad investire nella Società.

L’assessore regionale al lavoro Paglia il Ministero hanno sottolineato l'anomalia del discutere di una crisi in corso con le lettere di licenziamento già inviate ai lavoratori dopo il mancato accordo e il deterioramento delle relazioni sindacali. Il Mimit ha riconfermato poi la disponibilità ad approfondire l'uso del fondo di salvaguardia, a sostegno della situazione economica di Aeffe, così come fatto con tutte le aziende che lo richiedono. Il ministero del lavoro, per provare a trovare una soluzione sui licenziamenti già comunicati, ha anche ipotizzato il ritiro della procedura 223 appena conclusa e l'apertura di una nuova procedura con l'obiettivo di cercare un accordo tra le parti. Ipotesi sulla quale gli avvocati aziendali non hanno mostrato però aperture.
"Come Organizzazioni sindacali riteniamo che questa strada sia percorribile - si legge nella nota di FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, UILTEC UIL, RSU - ma l'azienda deve cambiare le proprie disponibilità e dare un segnale di reale ricerca di soluzioni condivise, che riconoscano dignità a tutti i lavoratori Aeffe, a quelli che dovranno lasciare l'azienda e a coloro che resteranno a garantire un futuro alla Società stessa. Purtroppo l'Azienda però non ha modificato le sue proposte già registrate in occasione del mancato accordo".

I Ministeri hanno quindi preso atto dello stallo e il Mimit ha fissato un nuovo incontro per il 2 marzo, quando si spera si saranno palesate delle offerte da parte di soggetti terzi.

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