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Il confronto col 2019

Cresce l'edilizia riminese: primi scricchiolii dopo il boom post covid

In foto: repertorio
repertorio
di
Andrea Polazzi
   
Tempo di lettura 2 min
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L’effetto  “bonus” ma anche i progetti PNRR e un mercato immobiliare vivace (con un consistente aumento delle compravendite). Questi alcuni degli aspetti che incidono sul momento positivo dell’edilizia riminese. Specie raffrontando i numeri con quelli pre-covid. Nel 2025, in base ai dati diffusi dalla Camera di Commercio, la provincia si muove infatti in netta controtendenza rispetto al resto del territorio. Con 5.159 imprese attive, il settore registra una crescita del 6,6% rispetto al 2019, superando sia la media nazionale (+1,4%) sia il dato regionale, che segna invece una contrazione del 2,1%. Un’impennata trainata dalle società di capitale, aumentate del 46,5%, e dal dinamismo delle imprese straniere, che rappresentano oltre un terzo del totale grazie ad un incremento del 33% dall’epoca pre-covid. Anche l'artigianato però tiene, con 3.981 realtà attive, a fronte del calo registrato invece in Emilia-Romagna e Italia. Importante l'impatto economico del comparto edile col valore aggiunto quasi raddoppiato in provincia rispetto al periodo pre-pandemico (700,3 milioni di euro, +81,5%). Un boom che si riflette anche sull'occupazione, con 12.337 addetti (+23,3%) e un calo del ricorso alla Cassa Integrazione rispetto al 2019. I dati evidenziano però anche i primi scricchiolii: infatti sia il 2024 che il 2025 registrano una frenata del volume d’affari. Inoltre a pesare sulla crescita del valore aggiunto potrebbe essere in parte l’impennata dei prezzi dei materiali edili e dell'energia. Da valutare anche l’impatto legato alla fine dei vari bonus che porterà ad una contrazione del mercato di cui potrebbero soffrire in particolare le imprese più piccole e meno strutturate. Insomma, un settore che si è riscoperto centrale per l’economia riminese ma da monitorare con attenzione dopo i recenti campanelli d’allarme

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