Cose da sapere sull’Albania: destinazioni e informazioni
Da Rimini, l’Albania è facilmente raggiungibile: basta guidare fino ad Ancona e poi con un traghetto si raggiunge Durres, dopodiché sei praticamente a destinazione e per di più con la tua auto. Il fattore accessibilità è cruciale, soprattutto per chi vuole sfruttare il proprio veicolo per girare il paese a un ritmo sostenibile.
Prima di partire: connettività e aspetti pratici
L'Albania non è membro dell'Unione Europea, il che ha una conseguenza diretta per tutti i viaggiatori abituati a usare un telefono cellulare anche all’estero. Le norme UE sul roaming non si applicano e usare il tuo smartphone in Albania con un piano italiano standard può comportare costi aggiuntivi significativi.
Devi quindi verificare in anticipo le tariffe del tuo operatore: alcuni provider italiani offrono pacchetti giornalieri aggiuntivi per i paesi extra-UE. La soluzione migliore potrebbe essere l’acquisto di una eSIM perché pratica da usare, non va a sostituire la tua SIM fisica e ha un costo ridotto rispetto a una SIM albanese locale.
Un Paese da scoprire
L’Albania si trova nei Balcani e confina con il Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Grecia. La popolazione è inferiore a quella italiana e non raggiunge i 3 milioni di abitanti, distribuiti in modo piuttosto uniforme sul territorio. La costa, lunga circa 450 chilometri, si affaccia sia sul Mar Adriatico sia sul Mar Ionio, rendendo il Paese una meta interessante non solo per gli amanti delle città storiche, ma anche per chi cerca il mare.
La lingua ufficiale, l’albanese, è una delle più antiche in tutta Europa. Le nuove generazioni però, grazie anche alla vicinanza con l’Italia, parlano bene anche la nostra lingua, rendendo la visita più semplice per chi non ha una base di inglese per comunicare.
L’Albania è stata a lungo governata da uno dei regimi comunisti più isolazionisti d’Europa, sotto Enver Hoxha dal 1944 al 1985. Le tracce di quell’epoca sono ancora ben visibili sul territorio: si stima che siano circa 170.000 i bunker in cemento disseminati nel Paese, costruiti in previsione di un’invasione che non si è mai verificata e oggi spesso riutilizzati in modo creativo dalla popolazione.
Natura, costa e montagna
La geografia albanese parla da sola: la Riviera albanese, che si estende a sud da Vlorë verso il confine greco, ha acque cristalline e piccole insenature non ancora travolte dal turismo di massa. Ksamil, vicino a Sarandë, è spesso ritenuta uno dei posti più belli della costa adriatico-ionica.
Nell'entroterra, le Alpi albanesi a nord, conosciute localmente come Montagne Maledette, o Bjeshkët e Namuna, hanno alcuni dei paesaggi più spettacolari dei Balcani. Il villaggio di Theth, raggiungibile tramite una strada asfaltata solo di recente, si trova in una valle circondata da vette oltre i 2.500 metri: diventato un punto di riferimento per l'escursionismo nella regione, con sentieri che lo collegano al villaggio di Valbonë attraverso un passo di montagna percorribile in cinque-sette ore.
Le mete principali
Puoi partire da Tirana, la capitale: facilmente percorribile a piedi e più colorata di quanto la sua architettura d'epoca comunista potrebbe far supporre. Una politica deliberata di tinteggiatura delle facciate degli edifici con colori vivaci, avviata all'inizio degli anni Duemila, ha dato al centro una fisionomia visiva particolare. Il quartiere Blloku, un tempo riservato esclusivamente ai funzionari del partito comunista, è oggi la principale zona di caffè, bar e ristoranti della città.
Berat e Gjirokastër sono entrambe Patrimoni dell'Umanità UNESCO: la prima è nota come la "città delle mille finestre" per le sue case ottomane che si affacciano sulla valle e si trova a circa due ore a sud di Tirana. Gjirokastër, più a sud vicino al confine greco, è costruita su un ripido pendio sotto una grande fortezza ottomana e conserva un quartiere del bazar in ottimo stato.
Non sottovalutare l’Albania
L’Albania premia i viaggiatori preparati e con mente aperta: non offre lo stesso livello di organizzazione turistica dell’Italia, ma negli ultimi anni le infrastrutture sono cresciute notevolmente. L’accoglienza è genuina e il divario tra ciò che si paga e ciò che si riceve resta ampio a favore del visitatore.










