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Contributi trasporto pubblico. La Provincia risponde a Saludecio

di
Redazione
   
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Il primo punto sottolineato dalla Provincia è che “il criterio oggi contestato dell’appartenenza ad Unioni di Comuni o Comunità Montane è stato adottato dalla Giunta provinciale a partire dall’anno scolastico 2010/2011 e dunque quella attuale risulta essere già la quarta annualità di applicazione. Tutto ciò garantendo anno per anno informazione adeguata ai Comuni e alla Conferenza provinciale di coordinamento. Mai, nei tre anni precedenti, Saludecio aveva espresso dubbi in relazione alla bontà del principio”..
Il secondo è che “proprio il criterio inserito già da anni nella programmazione provinciale risponde, ora più di prima, a un preciso e obbligatorio tracciato legislativo nazionale e regionale, mirato a stimolare e premiare tangibilmente ogni pratica associativa (a partire dai servizi) tra Comuni e Enti territoriali. Non si può da una parte ribadire in ogni occasione utile il valore economico, sociale, educativo della legge che obbliga i piccoli Comuni ad associarsi nella gestione delle proprie funzioni e dall’altra invocare deroghe che risulterebbero palesemente incoerenti rispetto allo spirito e alla pratica della stessa legge”.
La Provincia ricordale parole della Vice Presidente della Regione Emilia Romagna, Simonetta Saliera, pronunciate lo scorso 9 luglio alla presenza dei sindaci del Distretto Sud della provincia di Rimini: “per quanto riguarda le convenzioni nel contesto dell’ATO esistente, l’ente capofila è comunque l’Unione dei Comuni esistente, così come previsto dalla legge regionale 21/12. Ne consegue che a tutt’oggi le convenzioni per il trasferimento obbligatorio delle funzioni dei Comuni con meno di 5.000 abitanti dovranno avvenire nel contesto dell’Unione Valconca e non mediante altre articolazioni tra enti”.
Un percorso di riorganizzazione che vede come “esemplare” la scelta dei Comuni di Torriana e Poggio Berni di promuovere l’unificazione. Per finire con una critica al localismo: “Chi sceglie questa strada, in attesa di una legislazione più definita, è legittimato a farlo ma è anche giusto che se ne assuma la responsabilità senza tentare di scaricarla su altri”.

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