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Consiglio, le bordate del giorno dopo. Chi è davvero coerente?

di Redazione   
Tempo di lettura 6 min
Mer 27 Mar 2013 16:36 ~ ultimo agg. 24 Mag 18:08
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Il Movimento 5 Stelle, per nulla scalfito dalle accuse di fuga dalle responsabilità dopo l’uscita dall’aual, rilancia gli attacchi contro Gnassi, che oggi sconfesserebbe quanto avvallato ieri.
E la Moretti e Ravaglioli del PDL prendono di mira anche i consiglieri Pironi e Gallo del PD: il primo che dopo la sfuriata in Commissione in Consiglio non si è nemmeno presentato. Il secondo che avrebbe cambiato idea all’ultimo momento.
E per Renzi (Fratelli d’Italia) l’urbanistica a Rimini ormai è una farsa.
(nella foto, i banchi dell’opposizione al momento del primo appello per verificare il numero legale)

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Dall’intervento di Marco Agosta: “Stop allo sviluppo quantitativo, alla politica dei francobolli, sì ad un approccio integrato anche in materia urbanistica. È questo il senso del voto espresso ieri dalla maggioranza in consiglio comunale, che è riduttivo considerare solo come bocciatura di due varianti.
Entrambe le varianti erano in contrasto con il piano regolatore e al momento di esprimere una valutazione, il consiglio comunale ha valutato che non sussisteva un adeguato interesse pubblico.
Ci sono poi le condizioni esterne: per il piano delle Celle – che richiedeva un cambio di destinazione d’uso da ingrosso a dettaglio e uffici – approvare la variante significava aumentare il carico in un’area già satura. Segnalo tra l’altro che il consiglio di quartiere aveva espresso su questo parere negativo.
Il passaggio reale che abbiamo compiuto in consiglio comunale è quello dall’interesse privato all’interesse pubblico, come previsto dall’approccio del Masterplan, uno strumento che riesce a incrociare il Psc con le linee guida dettate dal piano strategico.
Le norme transitorie sono figlie di un’epoca passata: nel frattempo è cambiato il mondo, è andato in crisi l’intero sistema socio economico. Ora non c’è più spazio per un mero sviluppo quantitativo: non c’è più domanda, non c’è offerta, le banche non sono più pronte a distribuire finanziamenti.
L’amministrazione non sta bloccando nulla. L’economia è al palo e sta all’92 amministrazione trovare i modi per contribuire a farla ripartire. La nostra sfida ora è arrivare al più presto all’adozione del Psc e Rue, per dare una risposta aì cittadini e alle imprese, utilizzando gli strumenti che abbiamo a disposizione, ad esempio mettendo in moto il meccanismo di riqualificazione urbana e riempiendo nuovamente il centro di funzioni.
Il presidente della Camera di Commercio Manlio Maggioli ha chiesto collaborazione tra categorie e amministrazione. Noi siamo pronti ad affrontare insieme le sfide del futuro, ma agli imprenditori chiediamo uno scatto in avanti, nella logica di quell’approccio integrato ben illustrato dal Masterplan e che i 15mila cittadini che hanno visitato a dicembre la mostra al teatro Galli hanno apprezzato. E’ quella la direzione che dobbiamo intraprendere”
.

Dal commento del giorno dopo del Movimento 5 Stelle: “Impavido, intrepido, impetuoso, audace, ardito, praticamente un Gnassi versione 2.0 da non confondere con la passata versione 1.0 che in precedenti epoche in qualità
di massimo esponente politico locale per il PD con la qualifica di segretario provinciale non trovava nulla da dire contro quello che oggi rappresenta, nella sua visione, il male assoluto (…) il glorioso masterplan dove subisce il battesimo del fuoco?
Su due diritti marginali: un cambio di destinazione da commercio all’ingrosso al commercio in dettaglio e sull’innalzamento di un piano.
Attenzione: tutto fatto e richiesto dagli interessati nei tempi opportuni a norma di
legge e regole con il beneplacito degli uffici.
Ma lo smalto sindacale ultimamente molto sbiadito aveva bisogno di una ripassata di cera
urgente, e allora cosa c’è di meglio che impossessarsi delle battaglie del nemico a 5sTelle, o 3 meteore come lui ama definirli (…)
Una conferma di quanto questo nuovo software installato nel sindaco abbia delle lacune i cittadini possono averla facendo una passeggiata lungo il parco Marecchia, all’altezza di via Toni possono osservare come il consumo del territorio si sia fermato a zero con due palazzi di 17 metri, ma ieri sera passare da 10 a 13 mt a Santa Giustina era una bestemmia così come cambiare una destinazione d’uso.
E che dire ai riminesi che oltre a non consumare un mq di territorio in meno con i due atti di ieri sera si rischierà di pagare salate penali che gli aventi diritto sicuramente richiederanno?”.

La Moretti e Ravaglioli scrivono: “Questa notte in consiglio ha prevalso l’arroganza di Gnassi, uomo solo al comando, che disfa il PRG che ha votato come consigliere nel 94. A parte un paio di consiglieri che come Pironi sono stati leoni per qualche giorno e poi al massimo non si sono presentati in consiglio o sono usciti al momento del voto, anche chi due ore prima del voto annunciava un voto a favore poi ha mostrato totale subordinazione al momento del voto, arrampicandosi sugli specchi, è il caso di Vincenzo Gallo.
Infatti nel marzo 2011, solo due anni fa, i consiglieri : Agosta, Allegrini, Angelini,Galvani, Giorgetti votavano favorevolmente una variante dello stesso tipo che riguardava una palazzina di fronte a quella in oggetto oggi a Santa Giustina che portava ad innalzare la stessa da 10 metri a 13 (deliberazione 23 del 10/03/2011 scheda PRG 6,2). Stessa tipologia di variante, con Ravaioli voto favorevole, con Gnassi voto contrario. Alla faccia della coerenza di cui hanno parlato per ore!!!”

Il commento di Gioenzo Renzi: “Il voto contrario ai due piani particolareggiati “ Celle “ e “ Via Borghi “ da parte del Sindaco e della sua maggioranza di sinistra è stato motivato politicamente perché nei due piani attuativi del PRG non si rilevano sostanziali ed evidenti elementi di coerenza e compatibilità con le finalità descritte dal cosiddetto Masterplan Strategico.
Puntualizzo che il Masterplan è solo un atto di indirizzo e ribadisco che non è uno strumento di pianificazione urbanistica, come da L.R. ER 20/2000, tantomeno sovraordinato al PRG -PSC-RUE.
Quindi le valutazioni mediante la cosiddetta “matrice di controllo” in relazione agli obiettivi del Masterplan, non hanno senso giuridico , in quanto si basano su criteri di valutazione personali e politici, privi di qualsiasi livello di legittimità e carichi di discrezionalità non regolamentata.

Resta inoltre il richiamo nelle Delibere alle Norme Transitorie del PSC, in base alle quali i due piani particolareggiati “non sono considerati in contrasto con il PSC del Comune di Rimini, perché rispettano le condizioni poste dall’art.1.13, comma 6, lett. C delle norme transitorie di attuazione dello stesso PSC“.

Ebbene le suddette Norme, adottate come “legittime “ dalla maggioranza di sinistra il 29.3.2011 (Gnassi, Segretario del PD), per ragioni elettorali, riguardanti i piani presentati per l’approvazione prima del 1.7.2010, oggi sono state disattese sempre dalla maggioranza di sinistra (Gnassi, Sindaco).
Insomma, ritengo che siamo di fronte all’incertezza del diritto, tant’è che Gnassi prospetta una variante al vecchio PRG che potrebbe generare ulteriori problemi di legittimità”
.

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