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con la Consigliera di Parità

Conciliazione lavoro e cura del figlio disabile: accolto ricorso di una madre

In foto: repertorio
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di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Il genitore lavoratore deve essere in grado di fornire al figlio disabile l'assistenza di cui ha bisogno, il che implica l'obbligo, per il datore di lavoro, di adeguare le condizioni di lavoro di tale genitore. Lo ha riconosciuto il Tribunale di Rimini, accogliendo il ricorso di una lavoratrice con ricorso ad adiuvandum della Consigliera di parità: l'ordinanza del giudice ha ordinato a una azienda del settore della grande distribuzione di accogliere la richiesta di una lavoratrice di poter svolgere dei turni al mattino, per poter accudire il figlio minore disabile.

Commenta Adriana Ventura, consigliera di parità della Provincia di Rimini: "Con questa sentenza, l'ambito soggettivo delle persone tutelate deve ritenersi arricchito visto che è stato affermato che il divieto di discriminazioni “indirette” fondate sulla disabilità si applica anche ai lavoratori che non sono disabili, bensì caregiver di un figlio affetto da disabilità. Ciò sottolinea l'importanza di interpretare gli “accomodamenti ragionevoli” da adottare a favore del caregiver (ossia di un lavoratore non direttamente affetto da handicap, ma che si occupi del figlio disabile) alla luce sia della Carta dei diritti fondamentali UE (artt. 24 e 26, concernenti i diritti dei minori), sia della Convenzione ONU (art. 2, che detta la nozione di “accomodamenti ragionevoli”)".

la Consigliera di Parità Adriana Ventura

Partendo, dunque, dalla nozione di “accomodamenti ragionevoli” come «le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo adottati, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per garantire alle persone con disabilità il godimento e l'esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali», deve ritenersi, da una parte, che i minori abbiano diritto alla protezione e alle cure necessarie al loro benessere, dall'altra, che gli “accomodamenti ragionevoli” non siano limitati alle esigenze dei disabili sul luogo di lavoro.

Conclude la consigliera Ventura: "Un "accomodamento ragionevole" è molto più di un principio giuridico: è il metro di misura dell'inclusione in una società civile.

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