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Croatti: indegno teatrino

Concessioni: nel decreto indennizzi niente "valore d'impresa"

In foto: la spiaggia di Riccione
la spiaggia di Riccione
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Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Sembra in dirittura d’arrivo il decreto indennizzi legato all’annosa questione delle concessioni demaniali. Anche se, stando alle prime reazioni, non sembra l’arrivo auspicato dai balneari.

Il documento, previsto per il 31 marzo, ha richiesto qualche mese in più: è stato infatti sottoposto alla Ragioneria dello Stato e ora passerà al vaglio del Consiglio di Stato prima di arrivare in Parlamento. L’obiettivo del Governo è evitare nuovi scontri con l’UE.

Dalle bozze riportate in questi giorni su alcuni quotidiani, emerge che gli indennizzi dovranno essere calcolati sulla base del valore degli investimenti effettuati negli ultimi 5 anni e non ancora ammortizzati al termine della concessione, comprese le spese affrontate in seguito a eventi calamitosi o a sopravvenuti obblighi di legge. A questi andrà aggiunta l’equa remunerazione degli investimenti effettuati negli ultimi 5 anni. Si terrà conto di quelli strumentali alla concessione e da trasferire ai subentranti, conformi agli strumenti urbanistici e non amovibili e funzionali all’esercizio della concessione. Il nuovo concessionario avrà sei mesi per saldare l’indennizzo al precedente gestore.

I Comuni che dovranno indire le gare entro il 30 giugno 2027 dovranno chiedere al concessionario uscente, con almeno 90 giorni di anticipo rispetto alla pubblicazione, di fornire l’elenco degli investimenti da considerare e su cui l’ente potrà effettuare verifiche. E ci sarebbe poi anche l’intenzione del Governo di ridurre i canoni demaniali.

In attesa che dalle indiscrezioni si passi ai documenti reali, le prime reazioni dei balneari non sono positive: reclamano infatti il riconoscimento del valore d’impresa (come assicurato tempo fa anche dal ministro Salvini) mentre ricordano di non aver mai chiesto sconti sui canoni. I comuni, che da tempo attendono il decreto, auspicano invece di avere certezze a breve per poter finalmente lavorare sui bandi.

Dure le parole del senatore del MoVimento 5 Stelle Marco Croatti: “Dopo che sarà calato il sipario anche sull’ultimo indegno teatrino del governo sugli indennizzi auspico che finalmente possano partire gare trasparenti e aperte che portino la nostra offerta balneare nel futuro garantendo competitività, sostenibilità, innovazione, maggiori diritti, più posti di lavoro. Leggo in queste ore alcuni rappresentanti dei balneari definire ‘assurdo’ il mancato riconoscimento del valore aziendale nel decreto del governo ma in realtà gli aspetti assurdi sono ben altri: è assurdo che dopo tutti questi anni ci sia ancora qualcuno tra i concessionari che continui a credere alle promesse dei partiti di destra; è assurdo pretendere indennizzi dopo che la commissione UE è stata perentoria in merito e dopo che gli stessi balneari hanno rinunciato agli indennizzi nel momento della sottoscrizione della concessione; è soprattutto assurdo che il comparto balneare, arroccato a difesa dello status quo, abbia fino ad ora rinunciato a confrontarsi sull’aspetto davvero nevralgico e cruciale, ossia su come le gare che assegneranno le future concessioni riusciranno a scegliere e a far emergere gli imprenditori più capaci, innovativi, preparati. Questo governo in tre anni ha regalato soltanto incertezza e la conseguenza è che nessuno investe più un euro nelle imprese sull’arenile con ripercussioni pesantissime sulla competitività dell’offerta turistica delle nostre destinazioni balneari. Non si perda ulteriore tempo in attesa di questo esecutivo inadeguato e ignavo, tutti i comuni partano immediatamente con le procedure per le evidenze pubbliche”.

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