Concessioni, dibattito ancora acceso. Nel decennale della stroncatura europea
Un bando tipo che a livello nazionale, all’indomani del confronto col ministro Salvini, suscita più di una riserva da parte delle associazioni dei balneari. A livello riminese, la discussione è in particolare sull'ipotesi di assegnare punteggi extra nelle gare agli hotel. Anche oggi, 14 luglio, il tema ancora in fieri delle gare per le concessioni demaniali trova spazio sulla ribalta nazionale e locale. In una data significativa, perché proprio il 14 luglio del 2016 la Corte di Giustizia europea, in risposta a quesiti pregiudiziali sollevati dal TAR Lombardia e dal TAR Sardegna, dichiarò l’illegittimità della proroga automatica delle autorizzazioni demaniali marittime che l’Italia aveva prorogato, all’epoca, al 31 dicembre 2020.
Un pronunciamento pesante che ribadiva ancora una volta come la legislazione italiana contrastasse con i principi di tutela della concorrenza imposti dalla Bolkestein, decreto che indicava la necessità di indire gare pubbliche. Chi all’epoca auspicava che la bocciatura fosse un pungolo a cercare una soluzione definitiva si è dovuto presto ricredere. Tra ulteriori proroghe, bocciature del Consiglio di Stato, proroghe nelle more delle gare pubbliche, a dieci anni di distanza poco si è mosso. Al momento le attuali concessioni sono prorogate al settembre 2027 ma i Comuni dovranno avviare le procedure di affidamento delle nuove concessioni tramite bando pubblico entro il 1° gennaio prossimo. Quando la Bolkenstein, direttiva del dicembre 2006, avrà superato il traguardo del ventennale.










