"Santarcangelo merita di più". La riflessione di una commerciante di Città Viva
Uno stimolo alla riflessione, al cambiamento, con gli occhi di chi non vuole polemizzare ma di chi guarda alla propria città con affetto. A scrivere alla redazione è una commerciante e membro dell'associazione Città Viva, che condivide alcune valutazioni sul momento che sta attraversando Santarcangelo, tra un passato luminoso caratterizzato da una forte connotazione culturale ed un presente che sembra far fatica ad interpretare la nuova identità. La negoziante scrive a nome personale ma tiene a precisare che si tratta di un contenuto condiviso dall'associazione di cui fa parte.
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Santarcangelo non ha bisogno di un colpevole ma di un progetto di valore. Costruiamo insieme il futuro.
Santarcangelo è la mia città.
È il luogo dove vivo, lavoro, faccio impresa e da anni mi impegno nel sociale e nella cultura. Proprio perché le voglio bene, sento il bisogno di condividere una riflessione che vorrei fosse letta non come una critica, ma come un atto d'amore verso una comunità che ha ancora enormi potenzialità.
Negli ultimi mesi si è parlato di commercio, turismo, parcheggi, mobilità, affitti, eventi, rumore, cultura e centro storico. Ogni giorno emerge un problema diverso e ogni giorno nasce una nuova polemica.
Ma forse il punto è un altro.
Forse continuiamo a discutere dei singoli problemi senza costruire una visione comune del futuro. Per molti anni Santarcangelo ha potuto vivere della forza della propria storia, del suo centro storico, delle sue tradizioni, della ristorazione, della sua identità culturale e della qualità della vita che l'hanno resa conosciuta ben oltre i confini della Romagna.
Di questo dobbiamo essere orgogliosi e riconoscenti. Un ringraziamento sincero va al Santarcangelo Festival, ai suoi organizzatori e ai tantissimi volontari che ogni estate portano qui migliaia di persone da tutto il mondo, contribuendo a mantenere viva l'immagine internazionale della nostra città.
Ma nessuna città può vivere soltanto dei successi del passato.
Il mondo cambia. Cambiano il turismo, il commercio e le abitudini delle persone. Anche Santarcangelo deve avere il coraggio di costruire una nuova fase della propria storia.
Per farlo serve una visione.
La cultura non è solo un calendario di eventi né un semplice settore amministrativo. È l'anima di una città. È ciò che ne costruisce l'identità, il carattere, il brand e il senso di appartenenza. È il motore che tiene insieme turismo, commercio, socialità e qualità della vita. È il motivo per cui una persona sceglie di fermarsi, di tornare e di parlarne. Per questo immagino una Santarcangelo città della cultura libera, partecipata e solidale, capace di valorizzare le idee che nascono dalla comunità e di trasformarle in opportunità.
Una città cresce se continua a innovare, ad ascoltare, a coinvolgere e a creare nuove occasioni per essere vissuta durante tutto l'anno.
Mi permetto anche un invito alla pubblica amministrazione.
Un'identità non si costruisce soltanto attraverso una programmazione istituzionale. Si costruisce quando una comunità può esprimere le proprie energie, quando le idee vengono accolte, valutate e, se valide, trasformate in opportunità. L'autenticità non nasce in un ufficio, ma dall'incontro tra istituzioni e cittadini.
Per questo urbanistica, commercio, cultura, turismo, mobilità e partecipazione non possono procedere come compartimenti separati. Una città funziona quando ogni scelta dialoga con le altre e contribuisce a una strategia condivisa. Se manca una visione comune, anche gli interventi migliori rischiano di perdere efficacia.
Ascoltare non significa soltanto raccogliere osservazioni. Significa creare occasioni permanenti di confronto con chi la città la vive ogni giorno: commercianti, associazioni, professionisti, volontari, giovani e cittadini. Le migliori idee non appartengono a una parte politica. Appartengono alla comunità.
Ma questo invito vale anche per tutti noi cittadini.
Negli ultimi tempi i social sono diventati il luogo della protesta permanente. Criticare è giusto, anzi è fondamentale. Una comunità cresce anche attraverso il confronto.
Ma una critica è davvero utile quando costruisce, non quando alimenta soltanto sfiducia. Se ogni giorno raccontiamo che Santarcangelo è una città che non funziona, non possiamo stupirci se chi è fuori sceglie di andare altrove.
Raccontare soltanto ciò che non va rischia di diventare il peggior danno che possiamo fare alla nostra città.
Se vogliamo bene a Santarcangelo, viviamola.
Frequentiamo i suoi negozi.
Partecipiamo agli eventi.
Sosteniamo le associazioni.
Invitiamo gli amici a scoprirla.
Perché il primo vero ambasciatore di Santarcangelo siamo noi cittadini.
Oggi non serve cercare un colpevole.
Serve costruire una squadra.
Una squadra fatta di amministratori, cittadini, imprese, commercianti, artisti, volontari e
associazioni. Persone diverse, ma unite da un unico obiettivo: rendere Santarcangelo una
città sempre più bella da vivere, da visitare e da amare.
Il futuro non si eredita. Si costruisce. Insieme.










