Concessioni di spiaggia: resta l’incertezza. Governo e Regioni a confronto
Nessuna possibilità di uscire dalla Bolkestein, ma i bandi saranno a livello regionale. Un’affermazione, quella del ministro dei Rapporti col Parlamento Gnudi che ha fatto notizia più che altro sui lidi laziali o toscani, dove gli operatori hanno continuato a portare avanti la richiesta di uscita dalla direttiva europea sui servizi per il settore balneare. I balneari riminesi, invece, pur con qualche divisione anche al loro interno, già da tempo hanno un approccio al problema che non si fa illusioni sulla Bolkestein. Approccio, sostanzialmente, ribadito anche oggi dal presidente di Oasi Confartigianato. “Uscire dalla Bolkestein? Per me è uno slogan”. Spiega Giorgio Mussoni. “Mi piacerebbe, certo, anche se non ci ho mai creduto. Abbiamo sempre detto al Governo – e faremo il possibile perchè ciò avvenga – fate un tentativo serio per ottenere clausole che non siano così rigide. Ma sta di fatto che a tutt’oggi la comunità non ha modificato la sua posizione di una virgola”.
Eppure, adesso si scopre che appena ieri si sarebbero riuniti tutti gli assessori al turismo delle Regioni costiere, per discutere una proposta unitaria – ha riferito l’Ansa – da presentare al governo in vista dell’incontro del 23 febbraio, sulla deroga degli stabilimenti balneari dalle aste imposte dalla Bolkestein. Dunque Governo e Regioni ancora dovrebbero trovare una posizione comune? Ma per l’Emilia Romagna l’assessore regionale al Turismo Maurizio Melucci, quando una via simile si era prospettata col precedente ministro, Fitto, l’aveva giudicata pericolosa e contro i principi fondanti dell’Unione.
Di sicuro, un primo confronto tra Governo e Regioni è avvenuto oggi in un incontro più generico sui temi del turismo. Confartigianato intanto di deroga parla, ma in un altro senso: della richiesta che, nell’applicazione di una legge europea, si trovi una forma di elasticità per gli arenili italiani, condotti per decenni o anche più dagli stessi operatori. Dice Mussoni: “Non vuol dire che non tenteremo e a oltranza di ottenere delle deroghe, chiamiamole così. Riconoscere la nostra offerta balneare, che necessita di alcune correzioni. Almeno l’applicazione meno rigida da chiedere all’Europa”.
E se la durata delle concessioni per Mussoni non è il tema prioritario, uno dei punti, anche questo da chiarire, su cui si attesterà l’attenzione nelle prossime settimane sarà indubbiamente questo: dopo il tramonto dell’ipotesi dei quattro anni, liquidata come impossibile per sostenere gli investimenti dallo stesso ministro, le voci ora parlano di una durata compresa tra i sei e i 20 anni per le concessioni di spiaggia.
(NewsRimini.it)












