Il debito compromette l'economia, la sanità, la difesa, la sicurezza
L’EDITORIALE DELLA DOMENICA
di Carlo Alberto Pari
Sono preoccupato, da tempo, non trovo più articoli a sostegno del “debito buono”. Chissà perché? Personalmente, ma sono di vecchio stampo, continuo a pensare che il debito NON è mai buono, se è difficilmente sostenibile. Del resto, se il debito pubblico italiano fosse contenuto, potremmo sostenere adeguatamente la sanità universale, carente di personale e mezzi, l’economia, quando la crescita viene compromessa da eventi imprevedibili come le guerre, la difesa, che a detta dei Referenti è carente, la sicurezza, che attende da anni circa 20.000 addetti a completamento degli organici e tanto altro. Di converso, appena accade qualche evento drammatico che incide a livello globale, chi ha maggiori problemi sono proprio i Paesi maggiormente indebitati, non è necessario un Master universitario in economia per capirlo.
Purtroppo, nel nostro caso, per decenni abbiamo speso ciò che non avevamo, forse, in buona parte è stato utile ai consensi, ma oggi, servirebbe un taglio drastico delle spese, ma non appaiono in molti i coraggiosi all’orizzonte, che dovrebbero affrontare rischi elettorali e lotte con le corporazioni. Nella nostra situazione, a mio
modesto avviso, ogni euro pubblico speso senza necessità, dovrebbe essere un problema di tutti. Spetta a noi Cittadini cambiare il modo di pensare: “ se paga Pantalone non dobbiamo gioire o disinteressarci, perché poi, non avrà denari per la Sanità, la Difesa, la sicurezza, l’economia, ecc. “ . Mi spiace insistere, ma credo sia questo il compito di ogni giornalista : cercare di indurre delle riflessioni, supportate da dati reali, il servilismo è inutile, financo triste, a volte becero. Ecco i dati, a mio avviso preoccupanti e non adeguatamente evidenziati da chi dovrebbe farlo. Premetto che sono il risultato, di decenni di discutibile gestione del denaro pubblico. Ad onore del vero, attualmente, indipendentemente dalle idee politiche, la stabilità ed il controllo ella spesa sono fattori che negli ultimi periodi ci hanno garantito uno “spread” sotto controllo, con notevoli risparmi sugli interessi pagati, rarità per il nostro Paese. Ciò nonostante, Il debito continua a correre in modo estremamente preoccupante e le spese dello Stato, attendono da tempo immemorabile auspicabili e drastici tagli.
Il debito pubblico italiano a fine 2025 ammontava a circa 3.095 miliardi, con un incremento annuo che dovrebbe molto, molto preoccupare: 129 miliardi ( dato arrotondato) . Da evidenziare che rapportati al Prodotto Interno Lordo, paghiamo interessi circa quattro volte superiori a quelli della Germania!
In un idilliaco sogno, immaginiamo cosa si potrebbe fare con il solo aumento annuo del nostro debito pubblico, lo ripeto: 129 miliardi . Si potrebbe finanziare
adeguatamente la sanità Universale, adeguare la Difesa, assumere il personale mancante nella Sicurezza, finanziare l’Istruzione, costruire nuove strutture carcerarie, garantire supporti all’economia in caso di eventi straordinari, ridurre la tassazione sul lavoro, aumentando adeguatamente i salari, eliminare i tagli della perequazione sulle pensioni e tanto, tanto altro. Eppure, il dato è passato quasi in sordina, senza nessuna particolare e reiterata evidenza, forse, perché nei decenni è stato creato da molti e per questo, meglio non evidenziarlo troppo. Verosimilmente, tocca a noi cittadini “educare” la politica con il voto, premiando chi taglia le spese inutili e non necessarie, non chi promette elargizioni senza spiegare dove reperire i fondi, per poi trovarci in crisi per ogni emergenza e con la certezza di lasciare ai nostri figli un Paese estremamente peggiore (a livello d’indebitamento) di quello che abbiamo trovato, con enormi rischi per il loro futuro.












