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la sentenza

Concerti saltati, ditta di catering ci rimette 40mila euro: condannato l’organizzatore

In foto: la gente davanti al Beat Village
la gente davanti al Beat Village
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 3 min
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I concerti annullati nell’estate del 2018 al Beat Village, alla Darsena di Rimini, ultimo tra tutti quello di Albano e Romina, fecero parecchio scalpore e crearono inevitabili polemiche, con migliaia di persone che dopo aver acquistato i biglietti non videro esibirsi mai alcuni dei cantanti in cartellone. Ebbene l’organizzatore della manifestazione, Willer Dolorati, questa mattina è stato condannato in primo grado, dal tribunale monocratico di Rimini, a un anno di reclusione per truffa nei confronti di una ditta di catering di Forlì Cesena alla quale avrebbe prospettato “un conseguente sicuro guadagno” dalla somministrazione di cibo e bevande durante l’esibizione (mai avvenuta) di noti artisti a livello internazionale, tra cui Tony Hadley, Albano e Romina, Renzo Arbore e Loredana Bertè. Stabilita anche una provvisionale di 6mila euro. Nel corso della sua requisitoria, il pubblico ministero Daniele Paci ravvisando un errore nella formulazione del capo di imputazione, aveva chiesto l’assoluzione di Doloranti. Il giudice, che ha condannato il 66enne originario di Bologna, ha disposto la trasmissione degli atti nuovamente alla Procura di Rimini per l’eventuale riformulazione del capo di imputazione in appropriazione indebita. Assolta invece la figlia di Dolorati.

Secondo il capo di imputazione, la ditta di catering, indotta in errore da Dolorati, versò alla società organizzatrice dell’evento, di cui il 66enne era legale rappresentante, un primo assegno da 10mila euro a titolo di caparra e un secondo da 30mila come deposito cauzionale all’atto della sottoscrizione del primo contratto, per un totale di 40mila euro mai restituiti alla parte offesa, costituitasi parte civile attraverso l’avvocato Massimiliano Starni del Foro di Forlì Cesena.

“Non c’è stato nessun tribunale che abbia stabilito che c’è stata una truffa dei concerti ha tenuto a precisare Dolorati al termine del processo -. I concerti sono stati in parte eseguiti, quelli che si potevano eseguire, fino alla data in cui Al Bano non è salito sul palco per i motivi che ha dichiarato nel corso dell’ultima udienza, motivi che nulla hanno a che fare con fantomatiche truffe. La manifestazione è stata organizzata nel rispetto delle regole e aveva anche il patrocinio del Comune di Rimini. I biglietti sono stati tutti risarciti dalle piattaforme sulle quali erano in vendita e questo dimostra che non c’è stata una volontà di incassare soldi e non pagare la gente. Tutta la manifestazione era stata organizzata con l’intento di dare a Rimini qualcosa di buono”. Il difensore di Dolorati, l’avvocato Antonio Balestrieri del Foro di Salerno, ha annunciato ricorso in appello.

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