Con Renzi segretario cambiano le strategie locali? Parlano Magrini e Zerbini
Se a livello nazionale ha raccolto il 70% dei consensi, Matteo Renzi in provincia di Rimini ha fatto ancotra meglio. Il neosegretario del Pd ha frantumato la concorrenza col 76% dei voti, lasciando Civati al 13% e Cuperlo al 12. Le percentuali vanno dal 62,3% di Mondaino (la più bassa) all’87 di Montegridolfo. Nei comuni più grandi il sindaco di Firenze ha raccolto il 71,5% a Rimini, il 73,9 a Riccione, addiritura il 78,8 a Cattolica. Dai vertici del partito riminese, schierato in buona parte proprio per Cuperlo, si evidenzia la grande partecipazione sia a livello locale (quasi 22mila persone) che nazionale. Merito, secondo il “renziano” Zerbini, anche del fatto che a differenza delle scorse primarie la partecipazione era aperta anche ai non iscritti. “Il peso di questi ultimi è complicato da valutare” dice invece il segretario del Pd riminese Magrini spiegando che comunque la differenza rispetto alle ultime primarie è di soli 200 votanti in più. La vera partita, a livello locale, si apre però in vista delle amministrative della prossima primavera. La nuova rotta presa dal Pd nazionale come influenzerà le scelte dei candidati sindaco?
“Il nostro elettorato è molto maturo e sa scegliere persone, programmi e progetti – commenta Juri Magrini alla trasmissione di Icaro Tv TEMPO REALE – e non credo che si possa trasportare ‘tout court’ l’esperienza nazionale a livello locale. Sono convinto che i partiti a livello territoriale sapranno gestire al meglio la fase che andremo ad affrontare con 20 comuni al voto”
“Noi non siamo alla ricerca di posti ma di idee – dice Samuele Zerbini – quindi non è che ora uno deve fare l’assessore o il sindaco perché è ‘renziano’. Di certo però è stato dato un segno chiaro: il modo vecchio di fare le cose non va più bene. E lo dimostra il fatto che tutta la dirigenza, o quasi, del Pd regionale e locale rappresenta il mondo che ha sostenuto Cuperlo e rappresenta poco più del 10%. Ma questo non abbiamo intenzione di farlo pesare ai tavoli altrimenti si torna indietro.”
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Altri commenti
Emma Petitti, parlamentare PD
“All’indomani del voto delle Primarie c’è spazio per un’analisi più approfondita. Innanzitutto sull’affluenza: dati così alti a livello nazionale e locale rappresentano una vittoria per tutto il PD, l’unico partito che può mettere in campo veri percorsi di partecipazione.
Matteo Renzi si conferma una leadership forte, capace di raccogliere la fiducia e le speranze di tanti, ricordandomi per certi versi il momento in cui abbiamo fondato il Partito democratico con la scelta di tanti affidata all’allora leader Walter Veltroni.
Credo che la decisione di molti elettori in queste primarie sia stata guidata non tanto – o non solo – dalla volontà di scegliere il segretario del partito, ma soprattutto di individuare un leader forte come prossimo candidato premier. Con il voto di ieri il popolo di centrosinistra ha indicato in Renzi un leader ritenuto capace di allargare il consenso e di far vincere il Pd nel Paese. Spero che questa ampia fiducia verso il Pd e verso il suo leader venga perciò confermata anche in futuro, al momento delle elezioni politiche.
Il voto di ieri ci ha mostrato che la scelta fatta dagli elettori è legata alla capacità dei candidati di comunicare una fiducia e una speranza per il futuro e per cambiare un paese bloccato. Qualità delle proposte e dei candidati in campo faranno la differenza anche nella selezione della classe dirigente e dei candidati alle elezioni amministrative nei prossimi mesi.
I risultati del voto sono netti, ma non cancellano certo le ragioni e le idee di una sinistra moderna e riformista che ha visto candidarsi Gianni Cuperlo e per cui continueremo a lavorare sui territori e in assemblea nazionale per arricchire la proposta del Pd e rafforzarlo con i nostri valori: lavoro, diritti, dignità, uguaglianza sociale. Le etichette non esistono più e ora dobbiamo lavorare tutti per l’unità del partito e per costruire insieme la sinistra del futuro.
Un ringraziamento personale va a Gianni Cuperlo, per l’impegno e la passione con cui ha affrontato questa sfida politica, e naturalmente va ai tanti volontari che sono il motore del nostro partito, che hanno reso possibili questi mesi di lavoro politico e questa grande giornata di democrazia, e che danno fiducia all’unico, vero presidio di democrazia nel nostro Paese”.
Partito Democratico Cattolica
Anche a Cattolica i risultati delle Primarie di domenica hanno consegnato numeri importanti di partecipazione. Nei tre seggi organizzati in città hanno votato 1341 persone, in linea con i dati storici delle più recenti primarie nazionali.
“È un dato che rappresenta un segnale, come pure quello a livello nazionale e provinciale, e che anche a livello locale ci responsabilizza come partito. – spiega Alessandro Montanari, segretario PD cattolichino – Rispetto alle attese della vigilia è un numero che va oltre le nostre aspettative e che dà un segnale importante di partecipazione e di democrazia, di voglia dei cittadini di essere coinvolti. Ricordiamolo sempre e ricordiamolo a tutti: siamo l’unico partito dove i propri elettori scelgono in modo così democratico. In questo senso voglio ringraziare i votanti, e chi ai seggi ha trascorso quasi l’intera giornata come volontario”.
I risultati vedono Cattolica rafforzare il trend che ha visto Matteo Renzi largo vincitore anche in provincia di Rimini. Sul totale dei tre seggi Cuperlo ha raccolto 156 voti, Renzi 1058, Civati 127. A livello percentuale Cuperlo ha raggiunto l’11,63%, Renzi il 78,89%, Civati il 9,47%, con picco per il Sindaco di Firenze vicino al 90% in uno dei seggi.
“Gli elettori hanno raccolto la sfida delle Primarie e hanno scelto Matteo Renzi – insiste Montanari – Nonostante fosse nota la mia simpatia storica per Renzi ho tenuto, come credo sia corretto, un profilo neutrale. Credo però che vada colta la richiesta di un cambio di passo da parte del nostro elettorato rispetto al PD. Penso che quella di domenica sia un’altra possibilità che i nostri straordinari e pazienti elettori danno al nostro partito. Anche il nostro circolo deve continuare a lavorare su quel percorso che ci siamo dati, di confronto e presenza in città: non basta più parlare, bisogna lavorare per cercare di costruire la Cattolica del futuro”.
Paolo Russomanno, Pd
“Il risultato di Matteo Renzi è chiaro e forte come quello dell’affluenza, che testimonia come aprirsi alla partecipazione sia per un partito, e specie per il nostro partito, la sola scelta davvero vincente. Altri seguono gli ordini e le battute di un capo, che si chiami Berlusconi o Grillo, noi facciamo scegliere alla nostra comunità, che anche questa volta ha risposto in modo entusiasta e travolgente “presente”. Questo conferma un dato di cui sono profondamente convinto a ogni livello: le primarie sono la nostra prima opzione di scelta, una parte del nostro DNA politico. Da lì non si può tornare indietro.
I risultati della provincia di Rimini, guardando al nostro territorio, sono la forte testimonianza che un percorso di cambiamento è ormai in atto e coinvolge in modo largamente maggioritario i nostri simpatizzanti, dopo essersi dimostrato già una forza consistente nel mondo dei nostri iscritti.
Ora al nostro Segretario Renzi sta il compito di mantenere fede alle parole chiave del suo discorso, unendo il partito ma “cambiando verso” con decisione al PD. È incredibile il percorso fatto dalle primarie dell’anno scorso, e sono orgoglioso di rappresentare la comunità riminese che ha scelto Matteo Renzi in Assemblea nazionale, da capolista della sua lista”.












