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Manifestazione al Brennero

Coldiretti: la distorsione del "made in Italy" che arriva dall'estero

In foto: Il tavolo col "falso cibo italiano"
Il tavolo col
di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Lun 27 Apr 2026 13:48 ~ ultimo agg. 16:01
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Anche una delegazione di agricoltori riminesi della Coldiretti era presente al Brennero per la manifestazione nazionale che ha visto ben 10 mila soci da tutta Italia uniti per far sentire la propria voce per difendere un settore, già duramente colpito dalla guerra in Medio Oriente e dalle tensioni nello stretto di Hormuz, e che ora sta affrontando una nuova impennata dei costi legati a energia, carburanti e fertilizzanti. Una situazione che si unisce ad un problema ormai cronico: l’ingresso nel Paese di prodotti esteri che, a seguito della normativa sull’ultima trasformazione sostanziale, vengono “italianizzati” con semplici lavorazioni. 

https://www.icaroplay.it/programmi/coldiretti-la-distorsione-del-made-in-italy-che-arriva-dallestero/

In occasione della mobilitazione al Brennero, Coldiretti ha anche allestito un tavolo per esemplificare gli effetti distorsivi della normativa. Esposti casi emblematici di questa pratica, che altera la trasparenza del mercato e penalizza gli agricoltori italiani. Dalle fettine di pollo sudamericano trasformate in crocchette di pollo “italiano”, al coscio di maiale olandese che diventa prosciutto italiano perchè salato nel nostro Paese. E ancora la cagliata proveniente dall’Ucraina che, una volta lavorata, si trasforma in mozzarella italiana, uno dei prodotti della nostra Dieta Mediterranea. Non mancano i carciofi egiziani, lavorati e venduti come carciofi sottaceto italiani, così come le arance sudafricane che diventano succhi di frutta “italiani” perchè trasformati in Italia. Fino al caso del grano canadese, trasformato in pasta italiana, simbolo per eccellenza del Made in Italy, mettendo a rischio anche la salute dei consumatori per la presenza del glifosato.

Secondo Coldiretti si tratta di una delle principali criticità del codice doganale europeo. La richiesta dell'associazione è quella di una revisione normativa che garantisca trasparenza reale sull’origine dei prodotti con una etichettatura europea. L'obiettivo è di difendere il reddito degli agricoltori ma tutelare anche il diritto dei cittadini a scegliere consapevolmente ciò che portano in tavola.

“Abbiamo bisogno della pace. A pagare il conto della guerra sono sempre i contadini e la salute dei cittadini consumatori” questo poi il messaggio lanciato dall'associazione.

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